Da ieri sera, sono disponibili per i comuni mortali informazioni piuttosto riservate (poche quelle top secret) sulla politica estera americana, fornite a Wikileaks da un giovane soldato 23enne americano schifato dal sopruso del suo paese a danno degli iracheni.
Le informazioni, vagliate ed interpretate (essendo in gergo militare), saranno disponibili parzialmente presso un gruppo di giornali che le pubblicherà nei prossimi giorni.
New York Times, Guardian, El Pais, Le Monde, Der Spiegel.
Stati Uniti, Gran Bretagna, Spagna, Francia, Germania.
Come sosterrebbe un fisico, non è importante avere le risposte esatte, ma porsi le giuste domande. Cercherò di applicare questo principio.
Prima domanda: come mai nella diffusione di una delle più grandi (se non la PIU' grande) fuga di notizie che la storia del Giornalismo ricordi non partecipa un giornale italiano?
Seconda domanda: è perché da noi la pubblicazione delle notizie non è una priorità o perché nel campo giornalistico internazionale non contiamo nulla?
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lunedì 29 novembre 2010
giovedì 6 maggio 2010
Stupido è chi lo stupido fa
Ricordo chiaramente, verso la fine di uno dei più interessanti video mai visto su Youtube (Beppe Grillo e i 5 amici), la frase che coronava i 30 minuti di quel video:
"Questo non è il pianeta in cui stare se volete continuare a dormire!"
Mi è tornato in mente quando pochi minuti fa ho finalmente avuto il tempo di vedere il servizio della giornalista Jane Burgermeister ed il video integrale a cui lei fa riferimento, girato da un amatore il quale si dice essere poi stato assassinato.
Entrambi i video si riferiscono al clamoroso incidente aereo che in un solo colpo ha gambizzato l'elite polacca, lo scorso 10 aprile.
Solitamente, i media tradizionali bombardano massicciamente il nostro conscio ed inconscio di teorie ufficiali, semplici e lineari, bollando spesso come "ipotesi del complotto" quelle versioni alternative che presentano particolari inspiegati di un certo interesse.
Qui da noi, in Italia, siamo ormai così avanti (o indietro) che c'è solo da imparare. Ci è d'esempio il famoso caso del terromoto in Abruzzo. Le istituzioni spacciavano come realtà il "non c'è alcun pericolo", mentre altre realtà denunciavano forti dubbi a riguardo. Al di là del fatto che poi un terremoto ci sia stato, il punto chiave è che se non hai idea se un terremoto ci sarà o no, non puoi dire "state sicuri, non c'è problema". E' una informazione che non possiedi.
Allo stesso modo, la richiesta di chiarezza su fatti inspiegati non è complottismo. Il complotto lo fa chi lo ordisce, non chi chiede spiegazioni.
Per quanto riguarda il caso polacco, la Burgermeister espone dei fatti che richiedono chiarimenti:
- c'è un video che mostra la zona del disastro aereo pochi minuti dopo l'impatto che non riporta alcun cadavere, sebbene dovessero essere prensenti un centinaio di persone;
- sebbene sia stata inizialmente accreditata la versione di un ripetuto tentativo di atterraggio dell'aereo (4 volte), è stato in realtà constatato che l'aereo si è schiantato al primo tentativo;
- la scatola nera non riporta traccia di alcun problema nel funzionamento dell'aereo;
- nel video si sentono almeno 4 spari e si vedono chiaramente delle persone presenti sul luogo del disastro pochi momenti dopo l'impatto;
Alcune considerazioni:
- la polonia è una delle uniche nazioni europee ad avere opposto resistenza ad alcune politiche economiche speculative condivise da altri paesi europei, come ad esempio l'utilizzo del vaccino (anti)influenzale;
- la polonia è uno dei paesi europei col più basso debito pubblico;
- la polonia è uno degli unici paesi con un trend economico positivo negli ultimi 2 anni.
- non esiste a memoria di uomo un evento in grado di cancellare in un solo momento l'intera classe dirigente di un paese di circa 40 milioni di persone.
Andreotti ci insegna che a pensare male si fa peccato ma non si sbaglia quasi mai. Guardando le immagini del Tupolev in fiamme la prima cosa che salta all'occhio... è la presenza di un aereo!
E dire che, dall'11 Settembre in poi, le cosiddette teorie ufficiali hanno fatto di tutto per scovare i principi chimico-fisici che hanno fatto svanire nella polvere sia il Boing 757 che ha colpito il Pentagono che quello cascato a Shanksville, aerei con le stesse misure del Tupolev di cui sopra, 48 metri di lunghezza e apertura alare di 38 metri.
Quello che scompare, in realtà, è il nostro buon senso. Come quello che ancora oggi fa credere a tantissime persone che sia possibile che le Torri Gemelle siano crollate a causa degli impatti aerei (franando su loro stesse in soli 10 secondi).
E dire che all'esistenza di dio, senza prove, crediamo senza fatica...
Entrambi i video si riferiscono al clamoroso incidente aereo che in un solo colpo ha gambizzato l'elite polacca, lo scorso 10 aprile.
Solitamente, i media tradizionali bombardano massicciamente il nostro conscio ed inconscio di teorie ufficiali, semplici e lineari, bollando spesso come "ipotesi del complotto" quelle versioni alternative che presentano particolari inspiegati di un certo interesse.
Qui da noi, in Italia, siamo ormai così avanti (o indietro) che c'è solo da imparare. Ci è d'esempio il famoso caso del terromoto in Abruzzo. Le istituzioni spacciavano come realtà il "non c'è alcun pericolo", mentre altre realtà denunciavano forti dubbi a riguardo. Al di là del fatto che poi un terremoto ci sia stato, il punto chiave è che se non hai idea se un terremoto ci sarà o no, non puoi dire "state sicuri, non c'è problema". E' una informazione che non possiedi.
Allo stesso modo, la richiesta di chiarezza su fatti inspiegati non è complottismo. Il complotto lo fa chi lo ordisce, non chi chiede spiegazioni.
Per quanto riguarda il caso polacco, la Burgermeister espone dei fatti che richiedono chiarimenti:
- c'è un video che mostra la zona del disastro aereo pochi minuti dopo l'impatto che non riporta alcun cadavere, sebbene dovessero essere prensenti un centinaio di persone;
- sebbene sia stata inizialmente accreditata la versione di un ripetuto tentativo di atterraggio dell'aereo (4 volte), è stato in realtà constatato che l'aereo si è schiantato al primo tentativo;
- la scatola nera non riporta traccia di alcun problema nel funzionamento dell'aereo;
- nel video si sentono almeno 4 spari e si vedono chiaramente delle persone presenti sul luogo del disastro pochi momenti dopo l'impatto;
Alcune considerazioni:
- la polonia è una delle uniche nazioni europee ad avere opposto resistenza ad alcune politiche economiche speculative condivise da altri paesi europei, come ad esempio l'utilizzo del vaccino (anti)influenzale;
- la polonia è uno dei paesi europei col più basso debito pubblico;
- la polonia è uno degli unici paesi con un trend economico positivo negli ultimi 2 anni.
- non esiste a memoria di uomo un evento in grado di cancellare in un solo momento l'intera classe dirigente di un paese di circa 40 milioni di persone.
Andreotti ci insegna che a pensare male si fa peccato ma non si sbaglia quasi mai. Guardando le immagini del Tupolev in fiamme la prima cosa che salta all'occhio... è la presenza di un aereo!
E dire che, dall'11 Settembre in poi, le cosiddette teorie ufficiali hanno fatto di tutto per scovare i principi chimico-fisici che hanno fatto svanire nella polvere sia il Boing 757 che ha colpito il Pentagono che quello cascato a Shanksville, aerei con le stesse misure del Tupolev di cui sopra, 48 metri di lunghezza e apertura alare di 38 metri.
Quello che scompare, in realtà, è il nostro buon senso. Come quello che ancora oggi fa credere a tantissime persone che sia possibile che le Torri Gemelle siano crollate a causa degli impatti aerei (franando su loro stesse in soli 10 secondi).
E dire che all'esistenza di dio, senza prove, crediamo senza fatica...
martedì 20 aprile 2010
Costo ambientale
Quoto qui un commento trovato sul Muro del pianto, nel sito di Beppe Grillo, di un utente a nome G Muccio (Bologna), che descrive un punto di vista incredibilmente condivisibile.
<<
Se venisse applicato il costo ambientale ai prodotti importati il mondo cambierebbe. In meglio.
La delocalizzazione selvaggia sta provocando impatti devastanti all'ambiente (che si apprezzeranno a medio termine) ma soprattutto, a breve termine, impatti devastanti sul sociale. Penso a quello che diceva Grillo in un suo spettacolo: "La Danimarca esporta 4 milioni di biscotti negli Stati Uniti ogni anno, gli Stati uniti 4 milioni di biscotti in Danimarca ... perché non si scambiano la ricetta?". Trovo assurdo che siano concessi dalla Stato Italiano ecoincentivi sui prodotti che consumano meno, non considerando il grado di inquinamento che provocano venendo dall'altra parte del globo. Si dovrebbe riconoscere il 100% dell'ecoincentivo per i prodotti che debbono effettuare "solo" un certo numero di km per arrivare al consumatore finale, una % minore per la fascia successiva e così via fino ad arrivare allo 0%. Lo stesso per l'IVA ..... meno km fa il prodotto, meno è la % dell'IVA sul prodotto. Più sono i km e più aumenta l'IVA . Scommettiamo che non solo i ns imprenditori non delocalizzerebbero ( ... lo fanno anche per disperazione) ma ci sarebbero imprenditori stranieri che, per vendere in Italia, aprirebbero filiali da noi?
>>
Non dico niente di nuovo, ma comprare al supermercato prodotti che hanno origine nella propria regione e nella propria zona è uno dei mezzi più semplici per esprimere la propria opinione, molto prima cha andare a votare.
<<
Se venisse applicato il costo ambientale ai prodotti importati il mondo cambierebbe. In meglio.
La delocalizzazione selvaggia sta provocando impatti devastanti all'ambiente (che si apprezzeranno a medio termine) ma soprattutto, a breve termine, impatti devastanti sul sociale. Penso a quello che diceva Grillo in un suo spettacolo: "La Danimarca esporta 4 milioni di biscotti negli Stati Uniti ogni anno, gli Stati uniti 4 milioni di biscotti in Danimarca ... perché non si scambiano la ricetta?". Trovo assurdo che siano concessi dalla Stato Italiano ecoincentivi sui prodotti che consumano meno, non considerando il grado di inquinamento che provocano venendo dall'altra parte del globo. Si dovrebbe riconoscere il 100% dell'ecoincentivo per i prodotti che debbono effettuare "solo" un certo numero di km per arrivare al consumatore finale, una % minore per la fascia successiva e così via fino ad arrivare allo 0%. Lo stesso per l'IVA ..... meno km fa il prodotto, meno è la % dell'IVA sul prodotto. Più sono i km e più aumenta l'IVA . Scommettiamo che non solo i ns imprenditori non delocalizzerebbero ( ... lo fanno anche per disperazione) ma ci sarebbero imprenditori stranieri che, per vendere in Italia, aprirebbero filiali da noi?
>>
Non dico niente di nuovo, ma comprare al supermercato prodotti che hanno origine nella propria regione e nella propria zona è uno dei mezzi più semplici per esprimere la propria opinione, molto prima cha andare a votare.
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martedì 9 marzo 2010
Viva la Gnocca!
Cari amici, care amiche,
come molti di noi ho seguito con vivo interesse la discussione attuale sul decreto interpretativo.
Inizialmente, lo ammetto, mi sono trovato spiazzato.
Persone che non avevano trovato sufficienti firme valide per essere ammessi alle elezioni regionali, venivano ammessi per un codicillo che prima non c'era ed ora, a cocci rotti, c'è.
Il fatto poi che le persone in causa fossero elementi che facevano riferimento al Governo destava in me profondi turbamenti e, non lo nego, un sottile bruciore al culo (pardon!).
Ma poi ho letto le spiegazioni del nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il quale giustificava la sua firma a tale decreto sostenendo che sarebbe assurdo non far partecipare forze governative, data la loro importanza (sono, appunto, al governo!).
Ed è stato lì che ho capito quale fosse il messaggio chiaro del nostro Presidente della Repubblica.
In un momento politico così contrastato dagli scandali, dalle ruberie, è giusto mettere un punto fermo.
A prescindere da ogni regola è fondamentale far emergere una unità popolare che riporti in sù la nostra economia, ed il nostro spirito. Se ci sono coalizioni ben radicate nel Paese, è giusto che esse siano rappresentate ufficialmente, ripartire dalle basi, dalla gente.
E' per questo che a tutti voi, soprattutto ai maschi, chiedo di partecipare attivamente alla creazione di una lista che ci riunisca tutti, a milioni, una lista nazionale, per dare un chiaro segnale di unità attorno ad un sano e fertile principio:
Viva la Gnocca!
Sono sicuro che i maschi di ogni età, dal pistolino facile, ma anche quelli lancia in resta, siano più che felici di sottoscrivere questa proposta.
Quanti saremo? 10, 20 milioni? Forse, di più...
Ma non crediate sia un movimento sessista! Giammai!
Vogliamo un movimento aperto!
Potremo infatti raccogliere adesioni estremiste con lesbiche e transessuali che condividano con noi il principio dell'amore per la Gnocca.
Pensate! Nessun limite imposto da differenti credi religiosi!
Nessuna barriera culturale con gli immigrati di ogni dove!
La Gnocca è chiaramente un elemento unificatore di tutte le genti!
Nè destra, nè sinistra, ma finalmente quel delicato centrismo di cui l'Itallia sembra non stancarsi mai.
Unitevi a me, dunque, nella messa a punto di una carta dei principi basilari per la tutela, la diffusione e la condivisione consensuale della Gnocca.
Il tempo è dalla nostra parte!
Tanto, poi, basta dire che avevamo capito male quando scadevano i termini.
Iscrivetevi numerosi e pieni di proposte!
come molti di noi ho seguito con vivo interesse la discussione attuale sul decreto interpretativo.
Inizialmente, lo ammetto, mi sono trovato spiazzato.
Persone che non avevano trovato sufficienti firme valide per essere ammessi alle elezioni regionali, venivano ammessi per un codicillo che prima non c'era ed ora, a cocci rotti, c'è.
Il fatto poi che le persone in causa fossero elementi che facevano riferimento al Governo destava in me profondi turbamenti e, non lo nego, un sottile bruciore al culo (pardon!).
Ma poi ho letto le spiegazioni del nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il quale giustificava la sua firma a tale decreto sostenendo che sarebbe assurdo non far partecipare forze governative, data la loro importanza (sono, appunto, al governo!).
Ed è stato lì che ho capito quale fosse il messaggio chiaro del nostro Presidente della Repubblica.
In un momento politico così contrastato dagli scandali, dalle ruberie, è giusto mettere un punto fermo.
A prescindere da ogni regola è fondamentale far emergere una unità popolare che riporti in sù la nostra economia, ed il nostro spirito. Se ci sono coalizioni ben radicate nel Paese, è giusto che esse siano rappresentate ufficialmente, ripartire dalle basi, dalla gente.
E' per questo che a tutti voi, soprattutto ai maschi, chiedo di partecipare attivamente alla creazione di una lista che ci riunisca tutti, a milioni, una lista nazionale, per dare un chiaro segnale di unità attorno ad un sano e fertile principio:
Viva la Gnocca!
Sono sicuro che i maschi di ogni età, dal pistolino facile, ma anche quelli lancia in resta, siano più che felici di sottoscrivere questa proposta.
Quanti saremo? 10, 20 milioni? Forse, di più...
Ma non crediate sia un movimento sessista! Giammai!
Vogliamo un movimento aperto!
Potremo infatti raccogliere adesioni estremiste con lesbiche e transessuali che condividano con noi il principio dell'amore per la Gnocca.
Pensate! Nessun limite imposto da differenti credi religiosi!
Nessuna barriera culturale con gli immigrati di ogni dove!
La Gnocca è chiaramente un elemento unificatore di tutte le genti!
Nè destra, nè sinistra, ma finalmente quel delicato centrismo di cui l'Itallia sembra non stancarsi mai.
Unitevi a me, dunque, nella messa a punto di una carta dei principi basilari per la tutela, la diffusione e la condivisione consensuale della Gnocca.
Il tempo è dalla nostra parte!
Tanto, poi, basta dire che avevamo capito male quando scadevano i termini.
Iscrivetevi numerosi e pieni di proposte!
domenica 25 ottobre 2009
Un'idea di sinistra (o gesù!, ho detto sinistra!)
Il velo del silenzio e la bolgia della caciara risuonano italianamente per l'ennesima volta su un caso scandaloso, la respinta dell'aggravante omofoba alle votazioni parlamentari del 13 ottobre scorso.
In sintesi, si doveva decidere se si potessero aggiungere le aggravanti per omofobia a quei reati commessi "per finalità inerenti all'orientamento sessuale o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato".
Quindi se un cretino ti picchia perchè sei gay, non c'è aggravante omofoba: ti ha solo picchiato. Un provvedimento che, in tempi di ronde cittadine di gente che si fa giustizia da sola, sarebbe banale e nausante star qui a dichiarare opportuno.
Beh, niente di nuovo nel panorama taleban-cattolico italiano così ben descritto da don Paolo Farinella. Non voglio neanche dilungarmi sull'assurdità perbenista di questo paese che nega, ad una parte consistente della sua popolazione, l'evidenza di esistere. Ad una parte, per dirla con le parole che a queste persone tornano chiare, di persone che lavorano e pagano le tasse.
Il caso del mio interesse nasce con quello a catena della Binetti, una cretina del PD che ha votato con Lega e PDL. Su Il Fatto, nasceva un botta risposta Telese/Padellaro che, sintetizzato, diceva rispettivamente: cacciatela/no, non cacciatela che Partito Democratico sarebbe.
Ebbene, discutere è spesso fonte di arricchimento. Discutere anche animatamente, discutere dei valori fondamentali. Ma se c'è una cosa che ha distrutto questo come altri paesi, una cosa che impedisce all'uomo di fare spesso un salto di livello, è quello dell'arrivare a chiudere certe porte. Io non voto PD. Dio me ne scampi e liberi. Ma è semplicemente assurdo, voglio essere schietto, farsi le pippe sul definire democratico il mantenimento di una decerebrata che vota col PDL e la Lega su questioni quali l'omofobia. Oh, ma avete idea di chi c'è di là? Se si è ancora a discutere su questo, allora possiamo tutti tranquillamente voltarci ed andare via, che tanto non succederà niente di interessante, solo le solite trombette che si suonano una sopra l'altra.
Facciamo un esempio e parliamo di scienza. E' noto che l'eterogeneità dell'alimentazione è un elemento essenziale per il raggiungimento di una vita equilibrata. L'equilibrio chimico datoci dall'alimentazione ci garantisce una vita migliore, più felice e pronta a rispondere ad eventuali squilibri esterni. Questo fatto, però, non nega che la nostra natura fisico-chimica si basi sul carbonio. E' attorno a questo atomo che gira la nostra esistenza e quella della natura attorno a noi. Ebbene non credo si possa definire equilibrato (nè democratico) prendere a morsi una barra di titanio perchè variare la dieta fa bene all'organismo.
Se c'è un'idea di sinistra (oddio, ho detto sinistra), facciamo che se ci fosse un'idea di equilibrio per far convivere fra loro le popolazioni umane nel rispetto dell'altrui valore, di certo ha delle basi molecolari insostituibili. E col cazzo (mi si passi il francesismo) che si può chiamare democratico il suicidio e la negazione dei propri principi. E' nichilismo. E' masochismo (con punte sado). E' indeterminazione. E' aria rarefatta. E' Ma-anchismo.
E' come quando si sostiene che se ci fosse un'altra vita nell'universo, potrebbe avere utilizzato il silicio al posto del carbonio, date le somiglianze chimico fisiche di questi elementi.
Ecco, appunto, dove sta il PD: su qualche matassa stellare persa nello spazio.
In sintesi, si doveva decidere se si potessero aggiungere le aggravanti per omofobia a quei reati commessi "per finalità inerenti all'orientamento sessuale o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato".
Quindi se un cretino ti picchia perchè sei gay, non c'è aggravante omofoba: ti ha solo picchiato. Un provvedimento che, in tempi di ronde cittadine di gente che si fa giustizia da sola, sarebbe banale e nausante star qui a dichiarare opportuno.
Beh, niente di nuovo nel panorama taleban-cattolico italiano così ben descritto da don Paolo Farinella. Non voglio neanche dilungarmi sull'assurdità perbenista di questo paese che nega, ad una parte consistente della sua popolazione, l'evidenza di esistere. Ad una parte, per dirla con le parole che a queste persone tornano chiare, di persone che lavorano e pagano le tasse.
Il caso del mio interesse nasce con quello a catena della Binetti, una cretina del PD che ha votato con Lega e PDL. Su Il Fatto, nasceva un botta risposta Telese/Padellaro che, sintetizzato, diceva rispettivamente: cacciatela/no, non cacciatela che Partito Democratico sarebbe.
Ebbene, discutere è spesso fonte di arricchimento. Discutere anche animatamente, discutere dei valori fondamentali. Ma se c'è una cosa che ha distrutto questo come altri paesi, una cosa che impedisce all'uomo di fare spesso un salto di livello, è quello dell'arrivare a chiudere certe porte. Io non voto PD. Dio me ne scampi e liberi. Ma è semplicemente assurdo, voglio essere schietto, farsi le pippe sul definire democratico il mantenimento di una decerebrata che vota col PDL e la Lega su questioni quali l'omofobia. Oh, ma avete idea di chi c'è di là? Se si è ancora a discutere su questo, allora possiamo tutti tranquillamente voltarci ed andare via, che tanto non succederà niente di interessante, solo le solite trombette che si suonano una sopra l'altra.
Facciamo un esempio e parliamo di scienza. E' noto che l'eterogeneità dell'alimentazione è un elemento essenziale per il raggiungimento di una vita equilibrata. L'equilibrio chimico datoci dall'alimentazione ci garantisce una vita migliore, più felice e pronta a rispondere ad eventuali squilibri esterni. Questo fatto, però, non nega che la nostra natura fisico-chimica si basi sul carbonio. E' attorno a questo atomo che gira la nostra esistenza e quella della natura attorno a noi. Ebbene non credo si possa definire equilibrato (nè democratico) prendere a morsi una barra di titanio perchè variare la dieta fa bene all'organismo.
Se c'è un'idea di sinistra (oddio, ho detto sinistra), facciamo che se ci fosse un'idea di equilibrio per far convivere fra loro le popolazioni umane nel rispetto dell'altrui valore, di certo ha delle basi molecolari insostituibili. E col cazzo (mi si passi il francesismo) che si può chiamare democratico il suicidio e la negazione dei propri principi. E' nichilismo. E' masochismo (con punte sado). E' indeterminazione. E' aria rarefatta. E' Ma-anchismo.
E' come quando si sostiene che se ci fosse un'altra vita nell'universo, potrebbe avere utilizzato il silicio al posto del carbonio, date le somiglianze chimico fisiche di questi elementi.
Ecco, appunto, dove sta il PD: su qualche matassa stellare persa nello spazio.
sabato 1 novembre 2008
La democrazia del manganello
Le immagini parlano da sole. L'evidenza dei fatti è così scontata che, collegate le informazioni, tutto il resto sono intuizioni ovvie, come sigla Byoblu.
Prima Cossiga (senatore a vita) se ne esce con una intervista allucinante.
(Ascolta)
(Leggi)
Poi, una camionetta piena di manganelli entra indisturbata in piazza Navona e sotto gli occhi indifferenti della polizia una squadra con gergo ed assetto militare irrompe nella piazza. Per gli annali la frase del tizio (tale Francesco) in testa al plotone, con il manganello in mano davanti a studenti disarmati, che dice: "Non siamo qui per provocare". Un ossimoro.
(guarda il video 1)
(guarda il video 2)
(guarda il video 3)
Sapete cosa mi sconvolge di più?
Il fatto che davanti all'evidenza, si parlerà d'altro. Si inventerà una scusa per non voler ammettere. La fanno così sporca che ti danno tutte le indicazioni per capire, tanto poi negheranno. Ed avranno la meglio. Come quando ascolti una canzone alla radio che non ti piace, ma dopo averla sentita 20 volte cominci ad abituarti. Perchè l'italiano medio non rinuncerà mai allo spirito borghese per cui "le famiglie per bene non devono avere problemi".
Non sarebbe tanto più semplice constatare che è tutto finito, per poter ripartire?
Perchè non accettiamo che il sistema è del tutto corrotto, così possiamo ritrovarci e decidere come fare per ricominciare?
Prima Cossiga (senatore a vita) se ne esce con una intervista allucinante.
(Ascolta)
(Leggi)
Poi, una camionetta piena di manganelli entra indisturbata in piazza Navona e sotto gli occhi indifferenti della polizia una squadra con gergo ed assetto militare irrompe nella piazza. Per gli annali la frase del tizio (tale Francesco) in testa al plotone, con il manganello in mano davanti a studenti disarmati, che dice: "Non siamo qui per provocare". Un ossimoro.
(guarda il video 1)
(guarda il video 2)
(guarda il video 3)
Sapete cosa mi sconvolge di più?
Il fatto che davanti all'evidenza, si parlerà d'altro. Si inventerà una scusa per non voler ammettere. La fanno così sporca che ti danno tutte le indicazioni per capire, tanto poi negheranno. Ed avranno la meglio. Come quando ascolti una canzone alla radio che non ti piace, ma dopo averla sentita 20 volte cominci ad abituarti. Perchè l'italiano medio non rinuncerà mai allo spirito borghese per cui "le famiglie per bene non devono avere problemi".
Non sarebbe tanto più semplice constatare che è tutto finito, per poter ripartire?
Perchè non accettiamo che il sistema è del tutto corrotto, così possiamo ritrovarci e decidere come fare per ricominciare?
lunedì 5 maggio 2008
La forza degli argomenti
Riporto quanto trovato sul sito di Annozero a proposito di giovedì 1 maggio, quando in una puntata riguardante Beppe Grillo, Vittorio Sgarbi (Assessore alla Cultura di Milano ed ex sottosegretario ai Beni culturali del governo Berlusconi 2001- durerà solo un anno circa) si propone in una perfetta imitazione di una scimmia urlatrice offrendo al pubblico in un altrettanto perfetto esempio del famoso "contraddittorio" di cui tanto si sente parlare in televisione riguardo alla politica. Ah, la forza degli argomenti...
Alea iacta est: il dado è tratto. Ecco a voi un perfetto esempio di fascismo e censura. Ciò che a me non piace non esiste e non deve esistere. Finito il discorso.
Pigi Battista, nel suo editoriale sul Corriere di oggi, lunedì 5 maggio 2008, scrive che la puntata di “Annozero” si è svolta «senza contraddittorio» e «senza possibilità di replica».
Quello che segue è l’elenco completo delle espressioni indirizzate da Vittorio Sgarbi a Beppe Grillo, a Marco Travaglio e ad “Annozero”, durante la puntata del 1 maggio.
- «Non fare il fenomeno» (a Travaglio).
- «Sembri Fassino» (a Travaglio, che risponde: «Fassino glielo dici a tua sorella»).
- «Mia sorella vale venti volte te che se un pezzo di merda, pezzo di merda puro» (a Travaglio).
- «Hai fatto parlare questo cretino, ora fai parlare me» (a Santoro, riferito a Grillo).
- «Che non racconti queste stronzate sulle basi Nato» (a Grillo).
- «Si vergogni, quest’idiota, questo farabutto» (a Grillo).
- «Hai parlato tu che diffami il mondo, ignorante» (a Travaglio).
- «Grillo non pone questioni, dice stronzate».
- «Non dire stronzate, non dici frasi, dici stronzate» (a Travaglio).
- «Vanno a sentire lo spettacolo di un’idiota» (ai “grillini” in piazza).
- «Non sputtanare l’Italia, non dire puttanate, stai dicendo stronzate» (a Travaglio).
- «Non dire stronzate» (a Travaglio).
- «Vince la destra lo stesso, con i vostri applausi del cazzo» (a Travaglio).
- «Sei un bugiardo, un falsario» (a Travaglio, accusato di lodare Enzo Biagi e criticare Cesare Romiti).
- «Siamo un grande paese con un pezzo di merda come te» (a Travaglio).
- «Non voglio far andare avanti questo che dice solo delle balle» (a Travaglio).
- «Non ha argomenti, dice bugie» (riferito a Travaglio).
- «Non sfottere, che tu sei il popolo del nulla» (a Travaglio).
- «Popolo del nulla, perché ascolta le sue stronzate» (riferito a Travaglio).
- «Dite delle bugie, siete dei bugiardi» (a Travaglio).
- «Faccia da tonto» (a Travaglio).
- «Avete pubblicato della merda» (a Roberto Natale, riferito alla pubblicazione sui giornali delle intercettazioni).
Se quello della puntata del 1 maggio non è contraddittorio, allora la prossima volta, per esprimere un dissenso più efficace in diretta, dovranno sputarci in faccia e prenderci a calci nello stomaco? Allora, finalmente, i liberal come Battista saranno soddisfatti. O no?
P.S. Non si capisce tra l'altro perchè tanto puzzo da parte di Sgarbi, considerando che i discorsi fatti da Grillo erano pubblici e non privati (erano in decine di migliaia in piazza San Carlo) e la stampa e la televisione nazionali ne avevano già parlato ampiamente e, se i diretti interessati si sentono offesi, possono tranquillamente querelare Grillo. La legge esiste ancora. O no?
Alea iacta est: il dado è tratto. Ecco a voi un perfetto esempio di fascismo e censura. Ciò che a me non piace non esiste e non deve esistere. Finito il discorso.
Pigi Battista, nel suo editoriale sul Corriere di oggi, lunedì 5 maggio 2008, scrive che la puntata di “Annozero” si è svolta «senza contraddittorio» e «senza possibilità di replica».
Quello che segue è l’elenco completo delle espressioni indirizzate da Vittorio Sgarbi a Beppe Grillo, a Marco Travaglio e ad “Annozero”, durante la puntata del 1 maggio.
- «Non fare il fenomeno» (a Travaglio).
- «Sembri Fassino» (a Travaglio, che risponde: «Fassino glielo dici a tua sorella»).
- «Mia sorella vale venti volte te che se un pezzo di merda, pezzo di merda puro» (a Travaglio).
- «Hai fatto parlare questo cretino, ora fai parlare me» (a Santoro, riferito a Grillo).
- «Che non racconti queste stronzate sulle basi Nato» (a Grillo).
- «Si vergogni, quest’idiota, questo farabutto» (a Grillo).
- «Hai parlato tu che diffami il mondo, ignorante» (a Travaglio).
- «Grillo non pone questioni, dice stronzate».
- «Non dire stronzate, non dici frasi, dici stronzate» (a Travaglio).
- «Vanno a sentire lo spettacolo di un’idiota» (ai “grillini” in piazza).
- «Non sputtanare l’Italia, non dire puttanate, stai dicendo stronzate» (a Travaglio).
- «Non dire stronzate» (a Travaglio).
- «Vince la destra lo stesso, con i vostri applausi del cazzo» (a Travaglio).
- «Sei un bugiardo, un falsario» (a Travaglio, accusato di lodare Enzo Biagi e criticare Cesare Romiti).
- «Siamo un grande paese con un pezzo di merda come te» (a Travaglio).
- «Non voglio far andare avanti questo che dice solo delle balle» (a Travaglio).
- «Non ha argomenti, dice bugie» (riferito a Travaglio).
- «Non sfottere, che tu sei il popolo del nulla» (a Travaglio).
- «Popolo del nulla, perché ascolta le sue stronzate» (riferito a Travaglio).
- «Dite delle bugie, siete dei bugiardi» (a Travaglio).
- «Faccia da tonto» (a Travaglio).
- «Avete pubblicato della merda» (a Roberto Natale, riferito alla pubblicazione sui giornali delle intercettazioni).
Se quello della puntata del 1 maggio non è contraddittorio, allora la prossima volta, per esprimere un dissenso più efficace in diretta, dovranno sputarci in faccia e prenderci a calci nello stomaco? Allora, finalmente, i liberal come Battista saranno soddisfatti. O no?
P.S. Non si capisce tra l'altro perchè tanto puzzo da parte di Sgarbi, considerando che i discorsi fatti da Grillo erano pubblici e non privati (erano in decine di migliaia in piazza San Carlo) e la stampa e la televisione nazionali ne avevano già parlato ampiamente e, se i diretti interessati si sentono offesi, possono tranquillamente querelare Grillo. La legge esiste ancora. O no?
lunedì 21 aprile 2008
L'assenza di alternative
Prologo
Sono già stato tacciato di rompicoglioni per aver sostenuto certe tesi. Pazienza. Ormai, non me ne frega più nulla. Avverto in anticipo che con questo post probabilmente perderò definitivamente parte delle mie amicizie. Prego dunque chi si sentisse personalmente toccato o offeso di non dire poi alla fine che non lo sapeva!
Sono un rompicoglioni, bellezza, e tu non puoi farci niente. Niente

E' diverso tempo che non lascio un post.
Le ragioni risiedono in un generale sconforto personale, certamente inserito nell'ambito elettorale. Più che altro mi spiazzano le note a margine perchè che vincesse Berlusconi era scontato: per come la vedo io quest'uomo non ha mai smesso di governare in Italia.
Ad esempio mi tocca profondamente la Lega Nord che quasi raddoppia all'8% (poco meno di 4 milioni di persone in tutta Italia).
Sono convinto che nel quotidiano nessuna elezione cambierà mai nulla, per la gente normale. Ma mi devasta sapere che neanche dopodomani cambierà nulla.
Berlusconi continua a vincere. Perchè? Perchè non c'è alternativa a lui.
Un uomo che ha sistematicamente distrutto ogni cosa che gli si parava davanti, facendo di sè una maschera irreale ed il mondo attorno a lui un teatro del grottesco vince senza ostacoli. Sembra assurdo, ma è la nostra realtà. Riuscire a far credere che due miseri anni di centro-sinistra (destra) abbiano rovinato questo paese quando il suo governo 2001-2006 è stato il più stabile degli ultimi 20 anni in Italia è incredibile. Certo, se possiedi tv e stampa è più facile.
Ma in che contesto vince? Come nel 2001, con la minor affluenza alle urne di sempre in Italia (vedi figura: nel 2006 ci fu un'impennata nelle affluenze mi pare all'86%).
Che Berlusconi sia figlio dell'antipolitica e che faccia di essa il suo cavallo di battaglia è un dato di fatto. Non a caso nacque politicamente nel 1994, in seguito a Mani Pulite.
Ma come si dice, quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito. Berlusconi non è il problema reale di questo paese, nè è solo un riflesso. Berlusconi è un sintomo, ma la malattia è un'altra. La malattia si chiama mancanza di alternative.
Il modello becero berlusconiano, di nani e ballerine, di apparenza e non di sostanza rovinerà del tutto il nostro paese. C'è sinceramente una parte di italiani (la minoranza, a quanto pare) che davvero è scossa da questa vittoria berlusconiana.
Ma la domanda che mi pongo è: e che cosa avrebbe dovuto sconfiggerlo?
La gente si è rotta la balle di votare turandosi il naso. Perchè nel piccolo vincono partiti come la Lega e l'Italia dei Valori? Perchè sono partiti che non fanno prigionieri circa il loro programma. O si fa così o nulla. Gli italiani che "storicamente" hanno votato centrosinistra sono 14 anni (1994-2008) che votano il meno peggio per non avere Berlusconi. Cosa hanno guadagnato? Altri cinque anni schiaccianti del suo governo, la Lega all'8% ed Alemanno sindaco di Roma.
Ma per quale motivo avrebbe dovuto vincere Veltroni? O meglio: in quale modo una Sinistra, che ha da 14 anni alimentato e sostenuto Berlusconi scollandosi definitivamente dalla realtà per entrare nel suo mondo all'iperuranio, avrebbe dovuto "salvarci" da lui? Cosa ha fatto in questi ultimi 2 anni e in tutti quelli precedenti per cancellare una storpiatura della politica come lui?
Sono anni che la Sinistra ha ingaggiato con questo figlio di dio un do tu des di cui si è visto sempre il do e mai il des. Allora meglio un nemico vero che un amico finto. Che arrivi Berlusconi e faccia piazza pulita, azzeri tutto. Così magari ci svegliamo ed epuriamo noi quella falsa alternativa, quella che doveva ascoltare la gente, quella dalla parte delle piazze. Dobbiamo farlo noi perchè Berlusconi non lo farà mai, avendo sempre vinto con la tattica dell'amica brutta, quella parte che la politica la doveva fare per davvero.
Quali idee alternative ha dato il centro-sinistra?
Lo slogan era "Si può fare". Ma cosa? Perchè se stavate pensando a quello che pensavamo anche noi, allora la vera domanda era "Non si poteva fare già prima?".
Leggi vergogna, ad personam e contra-personam, conflitto di interessi, indipendenza della magistratura, libertà di stampa, partiti fuori dalla Rai, condannati in parlamento, mafiosi al governo, antimafia fatta a pezzi, nuove carceri invece che indulti e chi più ne ha più ne metta.
Non sono cavalli di battaglia di nessuno, se non di Di Pietro (il quale ha il solo difetto di non saper parlare, perchè purtroppo le idee in linea di massima sarebbero anche buone). Il vero risultato che a me sembra chiaro, e per questo mi sento profondamente desolato, è che di alternativo a Berlusconi non c'è niente perchè la lingua della cosiddetta Sinistra è il berlusconese che lui sa ovviamente parlare molto meglio.
Insomma, siamo tutti di sinistra con il culo degli altri.
Comincio a chiedermi, piuttosto, se sia nato prima l'uovo o la gallina: sono i politici della sedicente Sinistra ad avere utilizzato gli strumenti mistificanti berlusconiani per indurre 12 milioni di persone a credere che fossero un'alternativa credibile o veramente siamo un paese borghesizzato a tal punto che si vuol farcire la bocca del poco che ha senza più combattere per i diritti propri e di chiccessia? Perchè nell'ultimo caso, se stiamo tutti così bene, per dirla con le parole di Albanese "Non g'è probblema".
P.S. E' con relativa sorpresa che, non appena pubblicato questo post, trovo su Youtube questo video su Travaglio che condivide in sostanza le mie tesi.
Sono già stato tacciato di rompicoglioni per aver sostenuto certe tesi. Pazienza. Ormai, non me ne frega più nulla. Avverto in anticipo che con questo post probabilmente perderò definitivamente parte delle mie amicizie. Prego dunque chi si sentisse personalmente toccato o offeso di non dire poi alla fine che non lo sapeva!
Sono un rompicoglioni, bellezza, e tu non puoi farci niente. Niente
E' diverso tempo che non lascio un post.
Le ragioni risiedono in un generale sconforto personale, certamente inserito nell'ambito elettorale. Più che altro mi spiazzano le note a margine perchè che vincesse Berlusconi era scontato: per come la vedo io quest'uomo non ha mai smesso di governare in Italia.
Ad esempio mi tocca profondamente la Lega Nord che quasi raddoppia all'8% (poco meno di 4 milioni di persone in tutta Italia).
Sono convinto che nel quotidiano nessuna elezione cambierà mai nulla, per la gente normale. Ma mi devasta sapere che neanche dopodomani cambierà nulla.
Berlusconi continua a vincere. Perchè? Perchè non c'è alternativa a lui.
Un uomo che ha sistematicamente distrutto ogni cosa che gli si parava davanti, facendo di sè una maschera irreale ed il mondo attorno a lui un teatro del grottesco vince senza ostacoli. Sembra assurdo, ma è la nostra realtà. Riuscire a far credere che due miseri anni di centro-sinistra (destra) abbiano rovinato questo paese quando il suo governo 2001-2006 è stato il più stabile degli ultimi 20 anni in Italia è incredibile. Certo, se possiedi tv e stampa è più facile.
Ma in che contesto vince? Come nel 2001, con la minor affluenza alle urne di sempre in Italia (vedi figura: nel 2006 ci fu un'impennata nelle affluenze mi pare all'86%).
Che Berlusconi sia figlio dell'antipolitica e che faccia di essa il suo cavallo di battaglia è un dato di fatto. Non a caso nacque politicamente nel 1994, in seguito a Mani Pulite.
Ma come si dice, quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito. Berlusconi non è il problema reale di questo paese, nè è solo un riflesso. Berlusconi è un sintomo, ma la malattia è un'altra. La malattia si chiama mancanza di alternative.
Il modello becero berlusconiano, di nani e ballerine, di apparenza e non di sostanza rovinerà del tutto il nostro paese. C'è sinceramente una parte di italiani (la minoranza, a quanto pare) che davvero è scossa da questa vittoria berlusconiana.
Ma la domanda che mi pongo è: e che cosa avrebbe dovuto sconfiggerlo?
La gente si è rotta la balle di votare turandosi il naso. Perchè nel piccolo vincono partiti come la Lega e l'Italia dei Valori? Perchè sono partiti che non fanno prigionieri circa il loro programma. O si fa così o nulla. Gli italiani che "storicamente" hanno votato centrosinistra sono 14 anni (1994-2008) che votano il meno peggio per non avere Berlusconi. Cosa hanno guadagnato? Altri cinque anni schiaccianti del suo governo, la Lega all'8% ed Alemanno sindaco di Roma.
Ma per quale motivo avrebbe dovuto vincere Veltroni? O meglio: in quale modo una Sinistra, che ha da 14 anni alimentato e sostenuto Berlusconi scollandosi definitivamente dalla realtà per entrare nel suo mondo all'iperuranio, avrebbe dovuto "salvarci" da lui? Cosa ha fatto in questi ultimi 2 anni e in tutti quelli precedenti per cancellare una storpiatura della politica come lui?
Sono anni che la Sinistra ha ingaggiato con questo figlio di dio un do tu des di cui si è visto sempre il do e mai il des. Allora meglio un nemico vero che un amico finto. Che arrivi Berlusconi e faccia piazza pulita, azzeri tutto. Così magari ci svegliamo ed epuriamo noi quella falsa alternativa, quella che doveva ascoltare la gente, quella dalla parte delle piazze. Dobbiamo farlo noi perchè Berlusconi non lo farà mai, avendo sempre vinto con la tattica dell'amica brutta, quella parte che la politica la doveva fare per davvero.
Quali idee alternative ha dato il centro-sinistra?
Lo slogan era "Si può fare". Ma cosa? Perchè se stavate pensando a quello che pensavamo anche noi, allora la vera domanda era "Non si poteva fare già prima?".
Leggi vergogna, ad personam e contra-personam, conflitto di interessi, indipendenza della magistratura, libertà di stampa, partiti fuori dalla Rai, condannati in parlamento, mafiosi al governo, antimafia fatta a pezzi, nuove carceri invece che indulti e chi più ne ha più ne metta.
Non sono cavalli di battaglia di nessuno, se non di Di Pietro (il quale ha il solo difetto di non saper parlare, perchè purtroppo le idee in linea di massima sarebbero anche buone). Il vero risultato che a me sembra chiaro, e per questo mi sento profondamente desolato, è che di alternativo a Berlusconi non c'è niente perchè la lingua della cosiddetta Sinistra è il berlusconese che lui sa ovviamente parlare molto meglio.
Insomma, siamo tutti di sinistra con il culo degli altri.
Comincio a chiedermi, piuttosto, se sia nato prima l'uovo o la gallina: sono i politici della sedicente Sinistra ad avere utilizzato gli strumenti mistificanti berlusconiani per indurre 12 milioni di persone a credere che fossero un'alternativa credibile o veramente siamo un paese borghesizzato a tal punto che si vuol farcire la bocca del poco che ha senza più combattere per i diritti propri e di chiccessia? Perchè nell'ultimo caso, se stiamo tutti così bene, per dirla con le parole di Albanese "Non g'è probblema".
P.S. E' con relativa sorpresa che, non appena pubblicato questo post, trovo su Youtube questo video su Travaglio che condivide in sostanza le mie tesi.
martedì 18 marzo 2008
Cortellesi-Santanchè
FE-NO-ME-NA-LE!
Non ci sono altri aggettivi per questa imitazione della Santanchè.
Se riuscite a riconoscere le varie citazioni, aggiungetele qui sotto!
Non ci sono altri aggettivi per questa imitazione della Santanchè.
Se riuscite a riconoscere le varie citazioni, aggiungetele qui sotto!
venerdì 14 marzo 2008
Corto Circuito Italia

I comici dello stampo di Luttazzi o Albanese, Grillo o i Guzzanti talvolta sono così avanti che vedono e leggono il futuro: sono menti artistiche, geniali, di una Italia di cui non mi vergogno. Mi riferisco a casi come "La superstoria" di Albanese che anni fa inventa e propone uno sketch allucinante, in cui tre persone ben vestite, con un sorriso demente, avvolte da un cielo azzurro si tengono per la mano ed intonano un canto fra il bigotto e l'illuminato: "Beeeene, tutto beeene, beeene, tutto bene, bene, beneeeee!". A distanza di qualche anno, ecco che compare la Tv delle Libertà, una imitazione quasi esatta di quell'idea (per un saggio, guardatevi la sigla).
Ancora non so chi, però, fra i pochi satirici rimasti, aveva predetto il corto circuito di cui ho appena preso notizia.
Non escludo il solito Travaglio, che è arrivato addirittura a fare delle battute davvero simpatiche dati i tempi drammatici che viviamo: come dice Luttazzi, al giorno d'oggi per fare satira basta aprire un giornale.
Apprendo infatti che gli avvocati dei boss della camorra Francesco Bidognetti e Antonio Iovine hanno chiesto il trasferimento del giornalista Roberto Saviano per 'legittima suspicione' nel processo contro il clan dei Casalesi che si svolge a Napoli. L'autore di 'Gomorra' avrebbe infatti ''tentato di condizionare l'attività dei giudici". Nel mirino anche una giornalista de 'Il Mattino', Rosaria Capacchione, e un magistrato (Raffaele Cantone).
Eccoci dunque al Corto Circuito: un boss che chiede tramite la legge (che lo dovrebbe giudicare) di allontanare chi gli è scomodo, giornalisti o magistrati o chi per loro. Ed io che avevo la presunzione di credere che la Giustizia dovesse giudicare: macchè, sono gli imputati che scelgono. Vorrei poi ricordare che Saviano non ha neanche 30 anni (è del '79) e che vive sotto scorta da dopo aver scritto Gomorra.
Questo è il risultato dell'allergia alla verità, una malattia con cui berlusconi ha contagiato tutta Italia e che la sedicente sinistra ha difeso in questo stesso periodo con tutta se stessa, ergendo una palizzata in sua difesa, arrivando con il capro (mica tanto) espiatorio mastella a trasferire gli scomodi e ad approvare l'indulto (il berlusca non c'era riuscito in 15 anni, mastella ce l'ha fatta al primo colpo, si è preso gli applausi di tutti e poi ha fatto cascare il governo, dall'alto dei suoi 400mila voti, quanto quelli del v-day dell'8 settembre!).
Questa notizia arriva a pochi giorni dal caso grottesco della Forleo, la quale essendosi permessa come la legge impone di "chiedere" al parlamento l'utilizzo delle intercettazioni sul caso Unipol riguardanti Fassino e D'Alema intenti a trafficare con i peggio furbetti del quartierino, nonostante il parlamento avesse accordato l'utilizzo verrà sottoposta ad un procedimento disciplinare,trasferita ed esposta al pubblico ludibrio come accade da giorni sui media. Questo perchè le carte devono rimanere sempre in regola.
La morale triste è sempre la stessa: chi si fa i cazzi propri campa cent'anni.
Ma fino a che punto ci dovremo vergognare, lasciando isolati i pochi che non tollerano tutto questo? E perchè aspettiamo sempre che tutto ci cada dall'alto?
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sabato 1 marzo 2008
Progetto Idrogeno: game over

Immagine da ilrasoiodioccam.it
Il progetto a cui lavoro è stato vinto da una cordata di ricercatori italiani comprendenti Università, CNR ed Enea di diverse città italiane. Il progetto è triennale e si avvia alla conclusione (ovvero, sto per perdere il lavoro!).
Questo progetto fa parte di un numero di progetti nazionali indetti dal nostro paese perchè l'Europa intimò al nostro governo di spendere quattrini per la ricerca perchè non lo faceva più. Era l'epoca del governo Berlusconi (anno 2001). Fu bandito un concorso e fu vinto nell'anno 2002. I soldi per lavorare sono arrivati nel 2006/2007. In questi 4/5 anni di attesa esclusivamente burocratica, i francesi hanno indetto un concorso simile al nostro, copiando spudoratamente alcune delle nostre iniziative. Nell'anno 2002 hanno bandito il concorso, nell'anno 2003 lo hanno finanziato; nell'anno 2006/7, quando a noi iniziavano ad arrivare i soldi, loro avevano già pubblicato i risultati. Ma, come si dice, le vie del Signore sono infinite. Molte cose sono andate comunque bene. Ciò che è successo è che abbiamo lavorato sodo ed abbiamo acquisito competenza in un campo ancora abbastanza sconosciuto in italia.
Poco tempo fa, è stata indetta una riunione fra tutti i partner del progetto per fare un pò il punto. E', questo, un momento piacevole, perchè c'è modo di confrontarsi con i coetanei che lavorano in altre città italiane per capire che aria si respira a casa loro (solitamente ci sono persone che stanno bene dal punto di vista umano e non lavorativo o viceversa, o che stanno male in entrambi i casi ma hanno solo quella strada da percorrere). Purtroppo è stato anche il momento di capire se sarà possibile rinnovare questo progetto o no. Essendo vicino alla sua fine, i capi gruppo cercavano di capire se, dati i buoni risultati conseguiti, fosse possibile rinnovarlo senza ritardi nel finanziamento. Se così non fosse, circa 10 milioni di euro spesi per la formazione di una ottantina di persone sparse in 5 città fra nord e sud italia sarebbero stati investiti nel nulla. Per farvi capire di cosa sto parlando faccio un esempio, nel piccolo della nostra esperienza di laboratorio. In Germania hanno trovato il modo di produrre in laboratorio 3 volte di più del controllo (fino a 300). Sulla base di questa scoperta hanno avviato un impianto pilota a livello industriale ed hanno continuato ad ottimizzare il processo. Noi abbiamo trovato il modo di portare la produzione 5 volte sopra il controllo (fino a 500) in scala laboratorio ma, con ogni probabilità, butteremo tutto nel cesso.
La persona giusta a cui chiedere era il referente politico. A guardia della buona riuscita di questo finanziamento è stata, infatti, messa una persona. Non mi dilungo nello specificare che la sua nomina era politica (ho sentito dire lo avesse messo lì Alleanza Nazionale) e che era un uomo di età avanzata. Ovviamente, la sua presenza durante il governo di centro-sinistra è stata zero: ovvero nel momento centrale del progetto siamo rimasti senza riferimento per cause sempre politiche. Per le stesse ragioni, ultimamente, la sua presenza è tornata a farsi sentire (in vista, probabilmente, del nuovo rinvendire dello spoiling system).
La notizia brutta è stata capire che di bioidrogeno non si parlerà mai più. La notizia più brutta ancora è stata capire che se mai verrà rifinanziato un progetto come questo, verrà depistato su un'altra fonte energetica rinnovabile che non è l'idrogeno, ma il biodiesel. Ad ogni modo, dunque, i nostri sforzi per raggiungere una competenza in questo processo saranno persi.
In buona sostanza, l'atteggiamento politico è stato lo stesso applicato a molti altri campi: sono cascati dei soldi? Bene, li avete avuti. Ora per un po' non rompete le balle. Beh, questa sì che è antipolitica!
A siglare il tutto ci sono stati un paio di scambi di idee con quest'uomo dalle idee dell'800. Capisco adesso che nell'anno di centro-sinistra debba aver frequentato Scott Bakula.
Dovete sapere che per produrre biodiesel, basta sostanzialmente far crescere i nostri microrganismi fotosintetici. Per fare questo, essi hanno bisogno anche della CO2, la stessa che si trova nell'atmosfera in quantità eccessiva e provoca l'effetto serra ed il riscaldamento globale. Ovviamente, al momento della combustione di questo biodiesel, la CO2 assunta durante la crescita verrà reimmessa pari pari nell'atmosfera, rendendo quindi l'impatto uguale a zero: tanta ne ho presa, tanta ne ho ridata al sistema. Sebbene questo metodo non riduca la quantità di CO2, va detto che almeno non la aumenta come invece facciamo adesso usando risorse fossili come il gas, il carbone ed il petrolio.
Bene, nella mente contorta di quest'uomo la soluzione per ridurre le emissioni di CO2 nell'atmosfera sarebbe usare la CO2, invece che dall'aria, direttamente in uscita da una raffineria di petrolio per crescere le microalghe. Come se questo cambiasse qualcosa! Appena brucio quel biodiesel, la CO2 rifinisce nell'amosfera! Ma sei cretino? Se vuoi ridurre la CO2 non devi usare un combustibile fossile, dinosauro!
Se questo deve essere l'input all'apice del progetto, immaginatevi quale possa essere il risultato.
martedì 19 febbraio 2008
Tramvia a Firenze: mi chiedo e mi rispondo

Dominici mentre vota per il referendum (fonte ansa.it)
Domenica 17 Febbraio 2008 si è tenuto il referendum consultivo sulla linea 2 e 3 della tramvia a Firenze che intendeva stabilire se i fiorentini volevano o no togliere la tramvia (votare sì significava non volerla). I risultati sono stati un 40% di votanti che hanno di poco (51-53%) votato sì. Io sono andato a votare sì verso le 21 di domenica sera. L'affluenza dalla mie parti (Piagge) era del 35% circa. Essendo il referendum di tipo consultivo e non abrogativo, il Comune aveva comunque la totale possibilità di fare quello che voleva (e su questo nessuno aveva alcun dubbio).
Sì è detto che il 40% non fosse significativo come dato di affluenza e che il risultato del 50% indicava un voto spaccato. I favorevoli alla tramvia hanno concluso che era una vittoria del no. I contrari hanno festeggiato la vittoria del sì.
Per come la vedo io, il 40% di affluenza non può essere considerato come un fallimento del referendum: sebbene all'elezioni politiche in italia vada a votare fra il 70% e l'80% degli aventi diritto (che fa di noi ufficialmente un paese di stronzi: sai, se fossimo ridotti così male e votasse solo il 40%...) il fatto che il 60% dei fiorentini sia rimasto a casa non ne spiega il perchè: disinteresse, scetticismo sulla validità del proprio voto, ignoranza o incompetenza sull'argomento. Certamente non significa che avrebbero votato tutti no: il disinteresse rimane fra le più alte cause di assenteismo.
Ad ogni modo, il fatto che non sia stata una vittoria schiacciante del sì è evidente: 50% non significa tutti. Ma in questo strano paese dove tutti vincono e nessuno perde, tranne noi persone di tutti i giorni, democrazia è una parola da scagliare contro l'avversario. Se ancora ha senso aggrapparsi a questa parola, democrazia significherebbe nella pratica che la maggioranza decide consultando anche la minoranza ed insieme si trova un accordo.
Fra le domande inevase, mi chiedo, piuttosto, quale fosse l'opportunità di rimettere un mezzo di trasporto che a Firenze era stato tolto circa 40 anni fa (si guarda sempre in avanti, noi fiorentini: se era inopportuno quando c'era un quinto delle macchine di ora, mi immagino adesso cosa creerà. Mi è stato controbattuto spesso:"eh, ma la tecnologia è diversa!". Signori, qui non si è mai parlato di tecnologia, qui si parla di spazio!). Mi chiedo perchè sia moderno mettere un treno sulla strada invece che accanto ad altri binari sfruttando le molteplici stazioni cittadine che Firenze ha ("Eh, sai quanto costava!". Perchè, fare la tramvia è gratis?). Mi chiedo se il comitato contrario alla tramvia si dovesse aggrappare a cazzate come l'abbattimento degli alberi o a dei fili davanti al duomo, quando a nessuno frega più se è annerito dallo smog quanto piuttosto battersi per una rete effettiva di trasporti in tutta la città (prendo il primo esempio che mi viene in mente: polo scientifico a Sesto Fiorentino, dove il Comune ha spostato praticamente tutti gli istituti scientifici della città, attualmente collegato con UN solo autobus- linea 57). Mi chiedo come si creda che 3 linee formino una rete, eliminando o riducendo i restanti mezzi pubblici. Mi chiedo perchè questa cazzata dei "coccini" sotto terra vada bene per dire no ad una micrometropolitana, ma non sia mai messa in gioco quando si parla di mega parcheggi sotterranei in tutto il centro città o per farci passare la TAV. Mi chiedo se il Comune creda davvero che io spenderò 5 euro ad un parcheggio scambiatore in culo alla città per lasciare la macchina e prendere un mezzo pubblico pagando anche quello.
Mi chiedo perchè ancora una volta la politica debba imporre il suo volere ad una popolazione pagante che manifesta insoddisfazione: dal 1944 in poi, eccettuata una decina di anni fra DC e PRI, a Firenze c'è stata sempre e solo la sinistra al potere. Similmente, la Toscana è una regione rossa dal dopoguerra. Mi chiedo dunque se non sia malposta la problematica della viabilità a Firenze considerando che gli stessi gruppi di potere che ora mangiano su un progetto miliardario come la Tramvia sono gli stessi che hanno determinato il totale immobilismo degli ultimi 20 anni. Mi domando perchè nessuno si rende conto che da quando Dominici si è insediato (1999) questa città ha iniziato una serie di lavori senza fine (si partì con l'Ovonda e già si diceva di star male... non s'era visto il resto) che possibilmente hanno peggiorato definitivamente quel poco di funzionale che c'era rimasto. Firenze è la città in Italia con il rapporto abitante/parcheggio a pagamento più alto. E poi quel cretino del sindaco straparla del se e del ma ci mangi sopra: chi se ne frega di lui! Che pensi ai fiorentini che lo pagano o si vada a trovare un lavoro vero. Se questo non bastasse a giustificare l'assenza ideologica di trasporto pubblico, basti pensare che l'Italia ha il rapporto abitante/autovettura più alto di tutta Europa (1,69; Firenze, nello specifico 1,56).
Mi chiedo se ci sarà una fine allo scempio che viene fatto a questa città e, fra le domande che mi pongo più spesso, mi chiedo come si fa a dire che Firenze è una delle più belle città del mondo dal momento in cui non si fa niente per difenderla, per sentirla propria o per partecipare alla sua cura. Forse alla fine diventeremo anche noi turisti di questa città: magari a quel punto potremo apprezzarla senza rimorsi.
domenica 3 febbraio 2008
Giustizia ed informazione in Italia
Berlusconi ed il caso Sme.
Un perfetto esempio di stampa e giustizia nell'Italia di oggi.
Un perfetto esempio di stampa e giustizia nell'Italia di oggi.
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sabato 2 febbraio 2008
Generazione senza filtro
Ci vogliono far credere che ci sono stati tempi peggiori.
"Ai nostri tempi, altro che...". S'invecchia, e con il corpo anche la memoria. Slitta. Sono pochi i figli del dopoguerra che veramente si rendono conto che ai loro figli e nipoti tocca un paese allo sfascio.
La generazione nata attorno nei primi del '70 è la prima che si è vista chiudere la porta in faccia dal mondo del lavoro. Con il diploma ti ci pulivi il culo. Cinque anni prima, magari, negli istituti tecnici c'era anche formazione ed un mondo del lavoro in cui essere inserito. A loro è toccato il si salvi chi può. Che ha dato il via all'università dell'obbligo. Dopo di loro, la mia generazione. Che si è resa conto di cosa li aspetta perchè vede quotidianamente i risultati del loro inserimento al lavoro. Sono ancora all'inserimento e non c'è futuro che tenga. Hanno solo un lunghissimo presente. Meno male, noi non abbiamo neanche quello. La mia generazione ha davanti agli occhi solo il suo immediato presente: un tempo lavoravi per avere la pensione, oggi lavori precariamente per avere il lavoro più stabile un domani.
Le conseguenze sono evidenti. Se noi dimostravamo 20 anni quando ne avevamo 25, chi viene dopo di noi ha una visione della vita da 15enne.
Quale futuribilità ci può essere? Nessuna.
Ed i figli del dopoguerra ancora a chiedersi se un inceneritore fa davvero male, a sostenere che basta aspettare che poi arriva il concorso, che tutto il mondo è paese, e non c'è bisogno di andare a mangiare tutte le sere "ai miei tempi", che come si mangia in Italia..., e "voi non avete pazienza".
Ma cosa è successo? Loro, che hanno preso di petto Craxi non si vogliono davvero rendere conto della palude sociale in cui siamo finiti?
E nel frattempo i benpensati continuano ad alimentare questa cultura ormai vecchia del chissenefrega e si fanno scivolare addosso ogni scadalo, slavano la restante informazione con il sapone mai fuori moda del "chi si fa i cazzi suoi campa cent'anni". Ultima notizia: le puntate su politici disonesti tenute da Santoro non rispettano l'equità ed il contraddittorio. Fanculo il contraddittorio, quello va bene per le opinioni, non per i fatti.
La mia generazione non ha più fatti, solo opinioni. Tutto è discutibile. Tutto è opinabile. Siamo diseduacati all'informazione, non sappiamo più cosa vuol dire. Non sappiamo più qual'è la verità e cosa sia. Non sappiamo più cos'è un'evidenza incontestabile. Crediamo solo che le nostre verità siano le bugie degli altri.
La mia generazione non ha più voglia di informarsi perchè qualora avesse tempo di farlo, dovrebbe passare il tempo a chiedersi se è vero, perchè gente come Saviano può essere messa in discussione se nessun'altro parla di quello che lui tratta. Allora, la sua informazione è una voce fuori dal coro e viene intesa come tale: uno che ha detto delle cose forti, ma... chissà...io non ho sentito nessun'altro dire che...
Siamo un paese allo sfascio e a risolvere la situazione non potranno essere i figli del dopo guerra in odore di pensione (o già pensionati). Loro non hanno bisogno di combattere. E la generazione avanti alla mia comincia a non aver più voglia di sbattere la testa. Perchè con gli anni che passano, crollano le speranze e, alla meglio, monta solo la rabbia. Se poi hai un figlio, davanti ai tuoi bisogni va solo lui.
Il dovere di gridare sta alla mia generazione. Sta ai giovani della mia età. Perchè sarà anche vero che la gioventù è cieca a certe conseguenze ed impulsiva nel prendere le deciosioni, ma gli ultimi 30 anni di riflessione e ponderazione hanno portato a Berlusconi, alla scomparsa della sinistra, l'insabbiamento dei mafiosi in parlamento, Andreotti prescritto per mafia senatore a vita, censure in campo satirico e giornalistico, la fine del lavoro.
E' la nostra generazione che non ha futuro e non ha presente che ha livelli di sopportazione più alti di tutti. E' la generazione prima della mia che fa figli in un contesto deprimente come questo che ha le palle. Altro che i favolosi hanno '60.
Sono le nostre, le generazioni senza filtro.
"Ai nostri tempi, altro che...". S'invecchia, e con il corpo anche la memoria. Slitta. Sono pochi i figli del dopoguerra che veramente si rendono conto che ai loro figli e nipoti tocca un paese allo sfascio.
La generazione nata attorno nei primi del '70 è la prima che si è vista chiudere la porta in faccia dal mondo del lavoro. Con il diploma ti ci pulivi il culo. Cinque anni prima, magari, negli istituti tecnici c'era anche formazione ed un mondo del lavoro in cui essere inserito. A loro è toccato il si salvi chi può. Che ha dato il via all'università dell'obbligo. Dopo di loro, la mia generazione. Che si è resa conto di cosa li aspetta perchè vede quotidianamente i risultati del loro inserimento al lavoro. Sono ancora all'inserimento e non c'è futuro che tenga. Hanno solo un lunghissimo presente. Meno male, noi non abbiamo neanche quello. La mia generazione ha davanti agli occhi solo il suo immediato presente: un tempo lavoravi per avere la pensione, oggi lavori precariamente per avere il lavoro più stabile un domani.
Le conseguenze sono evidenti. Se noi dimostravamo 20 anni quando ne avevamo 25, chi viene dopo di noi ha una visione della vita da 15enne.
Quale futuribilità ci può essere? Nessuna.
Ed i figli del dopoguerra ancora a chiedersi se un inceneritore fa davvero male, a sostenere che basta aspettare che poi arriva il concorso, che tutto il mondo è paese, e non c'è bisogno di andare a mangiare tutte le sere "ai miei tempi", che come si mangia in Italia..., e "voi non avete pazienza".
Ma cosa è successo? Loro, che hanno preso di petto Craxi non si vogliono davvero rendere conto della palude sociale in cui siamo finiti?
E nel frattempo i benpensati continuano ad alimentare questa cultura ormai vecchia del chissenefrega e si fanno scivolare addosso ogni scadalo, slavano la restante informazione con il sapone mai fuori moda del "chi si fa i cazzi suoi campa cent'anni". Ultima notizia: le puntate su politici disonesti tenute da Santoro non rispettano l'equità ed il contraddittorio. Fanculo il contraddittorio, quello va bene per le opinioni, non per i fatti.
La mia generazione non ha più fatti, solo opinioni. Tutto è discutibile. Tutto è opinabile. Siamo diseduacati all'informazione, non sappiamo più cosa vuol dire. Non sappiamo più qual'è la verità e cosa sia. Non sappiamo più cos'è un'evidenza incontestabile. Crediamo solo che le nostre verità siano le bugie degli altri.
La mia generazione non ha più voglia di informarsi perchè qualora avesse tempo di farlo, dovrebbe passare il tempo a chiedersi se è vero, perchè gente come Saviano può essere messa in discussione se nessun'altro parla di quello che lui tratta. Allora, la sua informazione è una voce fuori dal coro e viene intesa come tale: uno che ha detto delle cose forti, ma... chissà...io non ho sentito nessun'altro dire che...
Siamo un paese allo sfascio e a risolvere la situazione non potranno essere i figli del dopo guerra in odore di pensione (o già pensionati). Loro non hanno bisogno di combattere. E la generazione avanti alla mia comincia a non aver più voglia di sbattere la testa. Perchè con gli anni che passano, crollano le speranze e, alla meglio, monta solo la rabbia. Se poi hai un figlio, davanti ai tuoi bisogni va solo lui.
Il dovere di gridare sta alla mia generazione. Sta ai giovani della mia età. Perchè sarà anche vero che la gioventù è cieca a certe conseguenze ed impulsiva nel prendere le deciosioni, ma gli ultimi 30 anni di riflessione e ponderazione hanno portato a Berlusconi, alla scomparsa della sinistra, l'insabbiamento dei mafiosi in parlamento, Andreotti prescritto per mafia senatore a vita, censure in campo satirico e giornalistico, la fine del lavoro.
E' la nostra generazione che non ha futuro e non ha presente che ha livelli di sopportazione più alti di tutti. E' la generazione prima della mia che fa figli in un contesto deprimente come questo che ha le palle. Altro che i favolosi hanno '60.
Sono le nostre, le generazioni senza filtro.
domenica 30 dicembre 2007
Messaggio in bottiglia per il futuro
Mi rendo conto che parlare troppo spesso di politica probabilmente annoia i più. Questo perchè il senso di rassegnazione per l'andamento della società è ormai comune in tutti noi. Perchè guardare Annozero (o Report o chi volete voi), leggere Travaglio (o Massimo Fini o Peter Gomez o Roberto Saviano) insomma documentarsi criticamente se poi, quando ci siamo fatti un quadro chiaro della monnezza nella quale stiamo affogando, non abbiamo gli strumenti per combattere? Perchè guardare, se non posso cambiare?
Non sono in grado di impedire neanche lo sfascio manifesto della mia città (Firenze) da quel politicante abusivo che è Domenici e la sua casta di ignobili col senso etico della banda bassotti, figuriamoci ciò che accade a livello nazionale! Meglio guardare il calcio, giocare alla Play Station, farmi una canna o bere birra. Sono d'accordo, comincio a non avercela più con chi fa questa scelta alternativa.
Chi sono io per giudicare? Solo uno che non ha risolto.
Perchè poi alla fine passi pure per rompicoglioni e fissato, se continui a parlarne. "Vai, ora ricomincia...". Già, me ne rendo conto. Ma mi sento in colpa verso me stesso se smetto di interessarmi, in colpa verso i figli che vorrò avere se li dovessi concepire in una società che mi fa schifo. Ed al contempo in colpa verso chi mi sta accanto quando cerco di introdurre il discorso, in colpa verso quegli stessi figli se non gli avrò dato un'alternativa per vivere serenamente nella società che io non amo.
Sì, perchè arriva un momento (arriva piuttosto presto, se cominci ad interessarti anche solo un pochino) in cui ti rendi conto che la realtà in cui vivi è questa e devi solo decidere se accettarla o levarti di mezzo.
Ho appena finito di leggere il Mattinale sul Blog di Gomez, Corrias e Travaglio postato da Ines Tabusso, dove non si fa altro che riportare le parole dell'avvocato Liperi, il legale di Contrada. Contrada, chi era costui? Contrada era il numero 3 del Sisde (il servizio segreto italiano, nominalmente Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Democratica). La condanna definitiva a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa ha atteso 15 anni per poter estinguere i tre gradi di giudizio. Se le lungaggini ad hoc della Giustizia Italiana non si fossero messe di traverso, sarebbe già fuori da 5 anni. Invece, dopo sette mesi chiede la grazia. Come diceva chiaramente Travaglio, come fai a spiegare alle famiglie delle vittime (ma anche a noi) che ci sono voluti 15 anni a metterlo dentro e 7 mesi a tirarlo fuori? Dice di stare male: va bene, c'è l'ospedale. Non credo che il diabete ti passi se ti graziano! Contrada è stato condannato grazie a fior fior di testimonianze che riguardano boss mafiosi di prima grandezza, in carcere non c'è finito per sbaglio. Passava, considerata la sua posizione, informazioni di una certa rilevanza alla mafia, evitando arresti, permettendo assassinii e favorendo l'associazione mafiosa con mezzi che una comune persona non possedeva (per un cameo, leggi qui) (se sei ancora più interessato, compra Intoccabili, S.Lodato M.Travaglio, BUR, 10 euro, link ad IBS.it).
Il fatto che questi siano tempi duri viene dalla arroganza con cui questi personaggi escono allo scoperto. Non c'è più bisogno di nascondere nulla, tutto si fa alla luce del sole. Andate a leggere la pagine personale sul sito dello studio legale di Liperi, dove parla del fenomeno del pentitismo e dei maxi processi come di una "drammatica ed ingiusta realtà giudiziaria". Il suo sito è praticamente un volantino pubblicitario, una carta d'identità.
Non so che dire. Però mi torna in mente una sera d'inverno di quando avevo 18 anni, quando mi ritrovai a tornare a casa in bicicletta. L'aria muta presagiva il temporale tremendo che sarebbe piovuto giù a breve. C'era un sacco di luce per essere notte e lo spettacolo della potenza della Natura era travolgente, bellissimo. Non era molta la strada che dovevo fare. Ad ogni modo, finii per trovarmi in mezzo al diluvio, infreddolito e tramortito dalle scosse di vento, dalla pioggia e dall'assoluta impotenza che provai.
Rincasato scrissi qualcosa su quell'esperienza.
Ve la riporto. E mi prometto di ripensarci in vista del prossimo anno.
(30/01/1999)
Pioggia d'un inverno di fine liceo (parte prima)
Piove.
L'acqua scende come impazzita.
Neve.
Neve ed acqua gelata.
E grandine.
Il freddo si concretizza
in gocce di concentrato inverno,
fitto precipita, non risparmia nessuno.
Scomposta e frenetica, sfuria e si cheta,
distratta si concentra
in sospette nuvole
dall'aspetto pronto
a sgravarsi poderosamente,
che rimangono, però, sempre
silenziose e guardinghe,
tuonanti e temute.
Pioggia,
popolare fantasia partorita
come benefica rinfrescata,
come pulizia,
risciacquo di invidie e dolori,
dubbi e gelosie.
Eppure, in segreto,
si cova il potere di rivoltare il mondo,
di colmare la terra
in disastrosi laghi.
Ed oggi, di lontano, già mostra il suo vigore.
Il cielo si gonfia,
si inarca,
comincia a piovere con violenza.
Lieve di grado, il vento s'alza,
ghiacciato,
sbatte con le gocce d'acqua e le muta in neve;
e tutto insieme,
acqua
e neve
e grandine fredda e bianca
e vento,
tutto si scaraventa giù,
su di noi.
Che altro possiamo fare, noi,
se non cercare di ripararci
da questa sconvolgente unione
di inarrestabili forze?
Non sono in grado di impedire neanche lo sfascio manifesto della mia città (Firenze) da quel politicante abusivo che è Domenici e la sua casta di ignobili col senso etico della banda bassotti, figuriamoci ciò che accade a livello nazionale! Meglio guardare il calcio, giocare alla Play Station, farmi una canna o bere birra. Sono d'accordo, comincio a non avercela più con chi fa questa scelta alternativa.
Chi sono io per giudicare? Solo uno che non ha risolto.
Perchè poi alla fine passi pure per rompicoglioni e fissato, se continui a parlarne. "Vai, ora ricomincia...". Già, me ne rendo conto. Ma mi sento in colpa verso me stesso se smetto di interessarmi, in colpa verso i figli che vorrò avere se li dovessi concepire in una società che mi fa schifo. Ed al contempo in colpa verso chi mi sta accanto quando cerco di introdurre il discorso, in colpa verso quegli stessi figli se non gli avrò dato un'alternativa per vivere serenamente nella società che io non amo.
Sì, perchè arriva un momento (arriva piuttosto presto, se cominci ad interessarti anche solo un pochino) in cui ti rendi conto che la realtà in cui vivi è questa e devi solo decidere se accettarla o levarti di mezzo.
Ho appena finito di leggere il Mattinale sul Blog di Gomez, Corrias e Travaglio postato da Ines Tabusso, dove non si fa altro che riportare le parole dell'avvocato Liperi, il legale di Contrada. Contrada, chi era costui? Contrada era il numero 3 del Sisde (il servizio segreto italiano, nominalmente Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Democratica). La condanna definitiva a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa ha atteso 15 anni per poter estinguere i tre gradi di giudizio. Se le lungaggini ad hoc della Giustizia Italiana non si fossero messe di traverso, sarebbe già fuori da 5 anni. Invece, dopo sette mesi chiede la grazia. Come diceva chiaramente Travaglio, come fai a spiegare alle famiglie delle vittime (ma anche a noi) che ci sono voluti 15 anni a metterlo dentro e 7 mesi a tirarlo fuori? Dice di stare male: va bene, c'è l'ospedale. Non credo che il diabete ti passi se ti graziano! Contrada è stato condannato grazie a fior fior di testimonianze che riguardano boss mafiosi di prima grandezza, in carcere non c'è finito per sbaglio. Passava, considerata la sua posizione, informazioni di una certa rilevanza alla mafia, evitando arresti, permettendo assassinii e favorendo l'associazione mafiosa con mezzi che una comune persona non possedeva (per un cameo, leggi qui) (se sei ancora più interessato, compra Intoccabili, S.Lodato M.Travaglio, BUR, 10 euro, link ad IBS.it).
Il fatto che questi siano tempi duri viene dalla arroganza con cui questi personaggi escono allo scoperto. Non c'è più bisogno di nascondere nulla, tutto si fa alla luce del sole. Andate a leggere la pagine personale sul sito dello studio legale di Liperi, dove parla del fenomeno del pentitismo e dei maxi processi come di una "drammatica ed ingiusta realtà giudiziaria". Il suo sito è praticamente un volantino pubblicitario, una carta d'identità.
Non so che dire. Però mi torna in mente una sera d'inverno di quando avevo 18 anni, quando mi ritrovai a tornare a casa in bicicletta. L'aria muta presagiva il temporale tremendo che sarebbe piovuto giù a breve. C'era un sacco di luce per essere notte e lo spettacolo della potenza della Natura era travolgente, bellissimo. Non era molta la strada che dovevo fare. Ad ogni modo, finii per trovarmi in mezzo al diluvio, infreddolito e tramortito dalle scosse di vento, dalla pioggia e dall'assoluta impotenza che provai.
Rincasato scrissi qualcosa su quell'esperienza.
Ve la riporto. E mi prometto di ripensarci in vista del prossimo anno.
(30/01/1999)
Pioggia d'un inverno di fine liceo (parte prima)
Piove.
L'acqua scende come impazzita.
Neve.
Neve ed acqua gelata.
E grandine.
Il freddo si concretizza
in gocce di concentrato inverno,
fitto precipita, non risparmia nessuno.
Scomposta e frenetica, sfuria e si cheta,
distratta si concentra
in sospette nuvole
dall'aspetto pronto
a sgravarsi poderosamente,
che rimangono, però, sempre
silenziose e guardinghe,
tuonanti e temute.
Pioggia,
popolare fantasia partorita
come benefica rinfrescata,
come pulizia,
risciacquo di invidie e dolori,
dubbi e gelosie.
Eppure, in segreto,
si cova il potere di rivoltare il mondo,
di colmare la terra
in disastrosi laghi.
Ed oggi, di lontano, già mostra il suo vigore.
Il cielo si gonfia,
si inarca,
comincia a piovere con violenza.
Lieve di grado, il vento s'alza,
ghiacciato,
sbatte con le gocce d'acqua e le muta in neve;
e tutto insieme,
acqua
e neve
e grandine fredda e bianca
e vento,
tutto si scaraventa giù,
su di noi.
Che altro possiamo fare, noi,
se non cercare di ripararci
da questa sconvolgente unione
di inarrestabili forze?
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venerdì 21 dicembre 2007
Aria fritta
Sentire Berlusca e Saccà che parlano fra di loro è piuttosto allucinante (audio e testo). Ho avuto modo di leggere alcuni commenti (Peter Gomez, Beppe Grillo, Aldo Grasso), ma devo dire che ascoltare la registrazione direttamente fa davvero impressione.
Inquadrata nel giusto contesto, la cosa è davvero rivoltante.
Si passa dalla politica ("sto cercando di avere la maggioranza in senato"), alla decisione dei partiti sulle fiction (Bossi che vuole quella su Barbarossa) al baratto di due manze da macello (le per ora ignote Elena Russo ed Evelina Manna) per comprare qualche vecchio senatore della sinistra dal pistolino facile. Che scenario raccapricciante. Mi fa tornare in mente una affermazione di Buttiglione in coda al finto test anti-droga autoproposto dall'UDC (ah, comunque il test anti-droga è a sorpresa, altrimenti non è un test). Buttiglione affermò con sdegno, riferendosi al caso del collega Mele beccato ad un party con coca e prostituta: "Non si può sputtanare un partito per l'errore di un singolo uomo che tra l'altro non è neppure un massimo dirigente. Attaccare l'Udc è da infami. Qual è il partito che non ha un drogato, un corrotto, un mafioso o un camorrista?". E poi, coerentemente, concluse che la priorità politica "deve essere la selezione morale". (se non ci credi, leggiti l'articolo).
Uno sguardo sull'Italia: signori, questa è la classe dirigente.
Fatta di gente dal basso profilo morale che ricatta gente dal basso profilo morale. Forse nessuno si è accorto che le persone che parlano al telefono sono il capo dell'opposizione (ed ex premier italiano) ed un alto dirigente della tv di stato (pagata con i nostri quattrini per fare un servizio pubblico) e non il vostro macellaio ed il meccanico dietro l'angolo.
E poi, che persona qualunque il Berlusca al telefono, stanco, finalmente stanco come le persone normali a casa la sera e non quel prototipo di plastica sempre sorridente o incazzato che urla e sputa frasi fatte: le toghe rosse, i comunisti, elezioni subito...
E che tristezza il fantozziano Saccà seduto sull'orrido pouf che parla al Presidente. Quest'uomo inutile è lo stesso Saccà che esegui il diktat Bulgaro su Luttazzi, Biagi e Santoro perchè scomodi (se non ricordavate questo passaggio, riguardatevelo su YouTube).
C'è ancora qualcuno che ha qualche dubbio sul fatto che il ricambio è un fatto fisiologico della Natura?
Questa gente deve andare a casa.
C'è bisogno di aria nuova.
Inquadrata nel giusto contesto, la cosa è davvero rivoltante.
Si passa dalla politica ("sto cercando di avere la maggioranza in senato"), alla decisione dei partiti sulle fiction (Bossi che vuole quella su Barbarossa) al baratto di due manze da macello (le per ora ignote Elena Russo ed Evelina Manna) per comprare qualche vecchio senatore della sinistra dal pistolino facile. Che scenario raccapricciante. Mi fa tornare in mente una affermazione di Buttiglione in coda al finto test anti-droga autoproposto dall'UDC (ah, comunque il test anti-droga è a sorpresa, altrimenti non è un test). Buttiglione affermò con sdegno, riferendosi al caso del collega Mele beccato ad un party con coca e prostituta: "Non si può sputtanare un partito per l'errore di un singolo uomo che tra l'altro non è neppure un massimo dirigente. Attaccare l'Udc è da infami. Qual è il partito che non ha un drogato, un corrotto, un mafioso o un camorrista?". E poi, coerentemente, concluse che la priorità politica "deve essere la selezione morale". (se non ci credi, leggiti l'articolo).
Uno sguardo sull'Italia: signori, questa è la classe dirigente.
Fatta di gente dal basso profilo morale che ricatta gente dal basso profilo morale. Forse nessuno si è accorto che le persone che parlano al telefono sono il capo dell'opposizione (ed ex premier italiano) ed un alto dirigente della tv di stato (pagata con i nostri quattrini per fare un servizio pubblico) e non il vostro macellaio ed il meccanico dietro l'angolo.
E poi, che persona qualunque il Berlusca al telefono, stanco, finalmente stanco come le persone normali a casa la sera e non quel prototipo di plastica sempre sorridente o incazzato che urla e sputa frasi fatte: le toghe rosse, i comunisti, elezioni subito...
E che tristezza il fantozziano Saccà seduto sull'orrido pouf che parla al Presidente. Quest'uomo inutile è lo stesso Saccà che esegui il diktat Bulgaro su Luttazzi, Biagi e Santoro perchè scomodi (se non ricordavate questo passaggio, riguardatevelo su YouTube).
C'è ancora qualcuno che ha qualche dubbio sul fatto che il ricambio è un fatto fisiologico della Natura?
Questa gente deve andare a casa.
C'è bisogno di aria nuova.
mercoledì 19 dicembre 2007
Linguaggio ed informazione
Sto leggendo in questi giorni "Se un leone potesse parlare" di tale S. Budiansky.
E' un libro che parla dello sviluppo della coscienza nel regno animale (mi ha già dato degli interessanti spunti su come Yoda guarda il mondo...).
Uno dei punti più interessanti riguarda l'intelligenza animale la quale, secondo Budiansky, non differisce quantitativamente da quella umana, ma qualitativamente.
Più nello specifico, anni di studi hanno dimostrato che i cervelli animali (compresi quelli umani) hanno la stessa rapidità nel rispondere a risposte specifiche per cui non si può dire che un cavallo (il quale riesce a coordinarsi durante una galoppata) sia meno dotato di un umano (il quale riesce a comadare una macchina senza sbattere).
Ciò che ha creato, evolutivamente parlando, una vera differenza nell'intelletto fra le scimmie e noi è stata la capacità del nostro cervello di poter rispondere a problemi generici, cioè la capacità di immaginare soluzioni prima ancora di metterle in atto. In altre parole, la capacità di sviluppare un linguaggio con il quale riuscire a pensare sopra altri pensieri in modo da articolare soluzioni astratte. Cosa che, di fatto, rende capace il cervello stesso di comprendere che cos'è un pensiero ed anche cos'è un cervello!
Il linguaggio sembra dunque essere alla base della nostra capacità di immaginare (e creare) un mondo più complesso e, sempre evoluzionisticamente parlando, più adatto a noi, alle nostre esigenze.
Va da sè che l'espressione massima del linguaggio, dopo la filosofia ed il cazzeggio, sia la politica. Devo concludere dunque che la politica, intesa come gestione della cosa pubblica, sia uno degli strumenti tecnicamente più evoluti per la società per gestire sè stessa.
Cosa pensare allora quando, come da noi oggi (ma non siamo gli unici), il fallimento politico è palese e la gestione della cosa pubblica riguarda un numero ristretto di individui che gestiscono per sè i soldi di tutti?
Quale nuova soluzione risulterebbe più adatta alla "sopravvivenza della specie" (ovvero le persone tutte e non solo una parte)?
Non trovo, nell'immediato, alcuna risposta. Ma questa riflessione mi permette di capire, una volta di più, l'importanza della vera Informazione all'interno dei rapporti umani.
D'altronde, si capisce subito anche perchè uno con un passato come Berlusconi, il quale sa parlare, raccolga consensi rispetto ad un Di Pietro che un passato rispettabile e cristallino lo ha avuto davvero ma parlare non sa.
E' un libro che parla dello sviluppo della coscienza nel regno animale (mi ha già dato degli interessanti spunti su come Yoda guarda il mondo...).
Uno dei punti più interessanti riguarda l'intelligenza animale la quale, secondo Budiansky, non differisce quantitativamente da quella umana, ma qualitativamente.
Più nello specifico, anni di studi hanno dimostrato che i cervelli animali (compresi quelli umani) hanno la stessa rapidità nel rispondere a risposte specifiche per cui non si può dire che un cavallo (il quale riesce a coordinarsi durante una galoppata) sia meno dotato di un umano (il quale riesce a comadare una macchina senza sbattere).
Ciò che ha creato, evolutivamente parlando, una vera differenza nell'intelletto fra le scimmie e noi è stata la capacità del nostro cervello di poter rispondere a problemi generici, cioè la capacità di immaginare soluzioni prima ancora di metterle in atto. In altre parole, la capacità di sviluppare un linguaggio con il quale riuscire a pensare sopra altri pensieri in modo da articolare soluzioni astratte. Cosa che, di fatto, rende capace il cervello stesso di comprendere che cos'è un pensiero ed anche cos'è un cervello!
Il linguaggio sembra dunque essere alla base della nostra capacità di immaginare (e creare) un mondo più complesso e, sempre evoluzionisticamente parlando, più adatto a noi, alle nostre esigenze.
Va da sè che l'espressione massima del linguaggio, dopo la filosofia ed il cazzeggio, sia la politica. Devo concludere dunque che la politica, intesa come gestione della cosa pubblica, sia uno degli strumenti tecnicamente più evoluti per la società per gestire sè stessa.
Cosa pensare allora quando, come da noi oggi (ma non siamo gli unici), il fallimento politico è palese e la gestione della cosa pubblica riguarda un numero ristretto di individui che gestiscono per sè i soldi di tutti?
Quale nuova soluzione risulterebbe più adatta alla "sopravvivenza della specie" (ovvero le persone tutte e non solo una parte)?
Non trovo, nell'immediato, alcuna risposta. Ma questa riflessione mi permette di capire, una volta di più, l'importanza della vera Informazione all'interno dei rapporti umani.
D'altronde, si capisce subito anche perchè uno con un passato come Berlusconi, il quale sa parlare, raccolga consensi rispetto ad un Di Pietro che un passato rispettabile e cristallino lo ha avuto davvero ma parlare non sa.
sabato 15 dicembre 2007
Se questo è un uomo

Immagine da http://forum.thesimpson.it/
A pochi giorni dalla mia riflessione sul bisogno di giustizia, Berlusconi si è chiaramente espresso su quale sia, secondo lui, il ruolo della magistratura.
"Non vogliamo più l'oppressione giudiziaria", ha affermato, sostenendo che nel suo prossimo partito (come se parlasse di qualcosa di nuovo) si lottera per la "liberazione dall'oppressione della magistratura".
Non so come la vedete voi, ma io non mi sento affatto oppresso dalla magistratura.
Probabilmente,
se avessi fatto le sue fortune nello stesso modo misterioso,
se avessi alle spalle (e di fronte) decine di processi per corruzione,
se fossi stato iscritto nel registro degli indagati fra i mandanti a volto coperto delle stragi di Falcone e Borsellino,
se fossi presente in una lista interminabili di altri provvedimenti giudiziari penali e civili nei quali sia uscito grazie a prescrizioni ed a depenalizzazioni da me (o dai miei vassalli) varate appositamente,
se fossi responsabile della rovina (ben accompagnato da una sinistra fantasma) dell'informazione italiana,
se fossi indicato da tutta la stampa estera come un nuovo modello negativo (insieme all'amico comunista Putin) di politica odierna da evitare,
beh, forse alla fine di tutto questo anche io mi sentirei vittima.
Wikipedia ha una pagina apposita dedicata solo ad i suoi problemi giudiziari.
Come può una persona credere che l'uomo più ricco d'Italia sia vittima di qualcuno?
Come può una persona credere che quest'uomo, poi, rimanga vittima per 20 anni?
Se sei vittima, muori.
Invece lui campa proprio bene.
Grazie agli uomini minuscoli della sinistra.
venerdì 14 dicembre 2007
Tutti a casa

Daniela Santanché (eletta alla Camera nel 2001 con AN) mentre si rivolge a dei manifestanti
Immagine da http://www.newspusher.org
Il New York Times ha pubblicato un lungo articolo sull'Italia descrivendola come un paese che, secondo uno studio condotto da una italiana all'Università di Cambridge, per propria ammissione è il più depresso di tutta l'Europa Occidentale.
Fra i vari numeri snocciolati c'è un 70% di giovani fra i 20 ed i 30 che vivono a casa con i genitori, una classe politica fra le più vecchie e pagate d'Europa (la Casta stima in 382 milioni di euro il costo del Parlamento, 4 volte di più di Buckingam Palace), un uso della tecnologia fra i più bassi d'Europa, il più basso numero di individui sotto i 15 anni ed il secondo posto (prima la Svezia) per numero di individui sopra gli 85 anni.
Insomma: un paese vecchio, depresso, povero e incazzato.
Bella scoperta.
La nostra classe politica, nel frattempo, si impegna a fondo nell'ennesimo rimpasto.
Sapete cosa, io ho un sogno: elezioni immediate.
Elezioni domani.
E lo 0% di affluenza alle urne.
Tutti a casa.
A preparare delle organizzazioni cittadine fatte di persone vere che parlano di problemi veri. Che vogliono risolvere i problemi che hanno ogni giorno. Che fissano delle regole e si battono civilmente perchè quelle regole vengano seguite.
Che vivono una vita che serve a qualcosa, a qualcuno.
Non che vivono perchè non hanno alternative.
Tutti a casa.
Mentre questi cretini parlano, propongono, auspicano, discutono, dibattono, dichiarano, ricordano, sottolineano, si impuntano.
Sgomberiamo un isola e mettiamoceli tutti dentro.
E poi dimentichiamoci dov'era.
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giovedì 13 dicembre 2007
I precari della ricerca vittime di sè stessi

Riporto lo scambio di email avvenuto all'interno del movimento dei Precari della Ricerca a seguito di un articolo di tale Giulio Palermo, ricercatore dell'Università di Brescia, pubblicato sul sedicente giornale di estrema sinistra Il Manifesto.
Leggi l'articolo
Ho mandato una mail alla lista dei precari del CNR all'interno dei quali è girato questo articolo.
Scusate se intervengo in questo discorso, ricevo le vostre email e partecipo molto, molto silenziosamente alla questione precari.
[...]
Questo deficiente moralista si sciacqua la bocca con principi teorici e, da un certo punto di vista, anche condivisibili su quel piano, senza però avere neanche la minima praticità con il problema. Secondo questo cretino, chi diventa vittima di un sistema lobbistico ne è anche colpevole. Questo tipo di atteggiamento (la vittima che diventa il carnefice) è tipico delle attuali caste di potere che governano questo paese, le quali, per chetare anche chi OLTRE al suo lavoro fa qualcosa di costruttivo per garantire la sopravvivenza di un gruppo di persone scoperto dalle istituzioni, spargono disinformazione ben condita. Questo è il tipico esempio di uso criminoso dell’intelligenza. Il 90% della stampa nazionale ha ormai adottato questo sistema (insomma, chi ha il culo al caldo con i tempi che corrono non si mette certo a discutere). Questo è proprio l’atteggiamento del tipo: io so parlare e ti rigiro le parole così che adesso sotto scacco ci sei tu (che a questo punto diventi vittima di te stesso e della tua volontà di andare avanti, sei praticamente un paranoico che si fa un problema che non esiste).
Mi chiedo come questo paladino della giustizia abbia ottenuto il suo posto da ricercatore.
[...]
Posizionare fra i colpevoli di questo sistema di potere coloro che dal potere vengono sfruttati è, a tutti gli effetti, un ribaltamento della frittata vergognoso ed oltraggioso dell’intelligenza e del buon senso di chiunque, compreso me che sono precario da solo due anni.
[...]
Chi non ha alcun potere di decidere non ha colpe. L’unica cosa che può fare è ritagliarsi un piccolo spazio decisionale. Ovvero creare un movimento capiente con un unico nome, precari della ricerca, per farsi sentire bene da chi è sordo.
Appunto la strada che si sta tentando di intraprendere.
Bertolt Brecht affermava, con grande cinismo eppure con grande senso della praticità:
La morale sì, ma con la pancia piena.
Un altro commento, di tale Marco, è ancora più chiaro:
[...]alcuni punti:
- la definizione di ricercatore: parafrasando Forrest Gump mi vien da dire "ricercatore è chi ricercatore fa". Secondo la stupida definizione che è ricercatore solo chi ha vinto un concorso per tale funzione, si dovrebbe impedire di usare tale dicitura a tutti coloro che lavorano nel privato (in quanto non hanno mai partecipato ad un concorso). Mi fermo qui perchè ho una carrettata di esempi anche più calzanti.
-la definizione di precario: non dipendiamo solo da un barone, ma da una marea di vassalletti del potere. Basta che un contratto parta in ritardo o non parta che ci ritroviamo a piedi da un momento all'altro, visto che i nostri contratti durano mesi, non anni. [...]
-la definizione di barone: il ricercatore Palermo assume implicitamente che chiunque bandisca un assegno sia un barone. Probabilmente da lui funziona così, ma la sua generalizzazione dimostra solo la sua ignoranza.
-non conosciamo la precarietà: questo denota la totale ignoranza del Palermo sull'argomento. Probabilmente non ha mai avuto l'onore di chiedere un prestito e sentirsi rispondere che c'è bisogno della pensione dei genitori a garanzia.
- visto che tutti i concorsi sono truccati, sarebbe bene che il Palermo, vincitore per sua stessa ammissione di un concorso truccato e quindi in combutta con i commissari, si autodenunciasse ufficialmente (oltre che su un
giornale) alla magistratura di Brescia.
Il meglio, al limite della comicità, rimane quello di un tizio su questo sito nel quale si dibatte al questione:
OK, via, allora tutti ladri, nessun ladro. Come Craxi, paro paro. Siccome per essere precario devi aver avuto comunque un calcio in culo, allora sei marcio come tutto il resto del sistema (del quale anche il dott Palermo fa parte, ben inteso). Quindi non pretendere moralita’, onesta’, trasparenza, perche’ sei anche tu immorale, disonesto, corrotto. Sai cosa [...]? Di questo sillogismo ipocrita mi sono rotto, e’ la chiave di volta di tutto il sistema Italia, i compromesso al ribasso che squalifica qualunque discussione e tentativo di metter le cose a posto. Capisco molto di piu’ chi grida "aridatece er puzzone", ma davvero, tornasse la Moratta e privatizzasse tutto! La ricerca a don Verze’ e a scuola un po’ di sano Creazionismo. E via cantando verso il vero medioevo dal quale non sono capaci di salvarci ne’ Prodi ne’ Berlusca.
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