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sabato 1 novembre 2008

La democrazia del manganello

Le immagini parlano da sole. L'evidenza dei fatti è così scontata che, collegate le informazioni, tutto il resto sono intuizioni ovvie, come sigla Byoblu.

Prima Cossiga (senatore a vita) se ne esce con una intervista allucinante.
(Ascolta)
(Leggi)

Poi, una camionetta piena di manganelli entra indisturbata in piazza Navona e sotto gli occhi indifferenti della polizia una squadra con gergo ed assetto militare irrompe nella piazza. Per gli annali la frase del tizio (tale Francesco) in testa al plotone, con il manganello in mano davanti a studenti disarmati, che dice: "Non siamo qui per provocare". Un ossimoro.
(guarda il video 1)
(guarda il video 2)
(guarda il video 3)

Sapete cosa mi sconvolge di più?
Il fatto che davanti all'evidenza, si parlerà d'altro. Si inventerà una scusa per non voler ammettere. La fanno così sporca che ti danno tutte le indicazioni per capire, tanto poi negheranno. Ed avranno la meglio. Come quando ascolti una canzone alla radio che non ti piace, ma dopo averla sentita 20 volte cominci ad abituarti. Perchè l'italiano medio non rinuncerà mai allo spirito borghese per cui "le famiglie per bene non devono avere problemi".

Non sarebbe tanto più semplice constatare che è tutto finito, per poter ripartire?
Perchè non accettiamo che il sistema è del tutto corrotto, così possiamo ritrovarci e decidere come fare per ricominciare?

giovedì 6 dicembre 2007

Petizione Contro Gli Zingari

Proprio il giorno dopo aver scritto un intervento sul razzismo e sulla differenza fra legalità ed illegalità mi arriva una petizione per mandare via un popolo che ha fatto della illegalità una regola di vita.

Qui sotto il link preso dal Blog di Emanuele Preda.
Leggete anche le motivazioni, veramente ben esposte.

Firma la Petizione e leggi le motivazioni

domenica 2 dicembre 2007

Razzismo e legalità

Sempre più spesso, mi trovo a sentire frasi razziste dure e pure, di persone che sfogano così la loro paura. Non voglio fare il solito discorso stronzo da votante/politicante di sinistra per cui siamo tutti uguali, non c’è differenza fra me e loro, non si può colpevolizzare chi è straniero e cazzate del genere. Ma non accetto che l’unica altra versione dei fatti sia quella da estrema destra del Bruciamoli tutti perché sono sporchi o perché sono neri/gialli o ancora perché hanno una faccia cattiva (come si dice degli albanesi).
L’albanese che mi costruisce le strade e le case e si fa il mazzo io me lo tengo proprio caro. Perché nessun italiano andrebbe più a fare il suo lavoro. Fino a che una persona lavora onestamente e si suda i suoi soldi, non solo aumenta il tenore sociale della città in cui vive, ma si permette anche una stabilità economica sulla quale potrà poggiare un equilibrio emotivo. Diventerà un normale cittadino, con le sue caratteristiche culturali, ma integrato. Ed anche se ha la faccia brutta, se lavora e fa il suo dovere, non capisco proprio quale sia il problema. Molti italiani che conosco hanno proprio la faccia brutta, eppure nessuno si lamenta.
Lo zingaro che fa il nomade stanziale e che del parassitismo sociale ha fatto una ragione di vita, sarebbe invece da prendere e mandare via. Ma fra lo zingaro che ti ruba a casa e l'albanese che lavora c'è una bella differenza.

Il primo principio secondo cui discernere l’impatto di un individuo all’interno della società è la legalità delle sue azioni. Se uno non rispetta la regole deve essere messo fuori dalla società.
Certi diritti te li devi guadagnare, non è mica tutto dovuto!
Non puoi cacciarlo da nessuna parte? Lo sbatti in galera.
Non ci sono carceri? Le costruisci.

Legalità, non significa essere sporchi o brutti. Significa che se ci sono delle regole, vanno rispettate. Anche le normali regole del buon vivere.

Ma quanti colletti bianchi continuano a rimanere fuori mentre dentro ci finiscono gli ultimi disperati?
La mafia militare sarà anche stata messa in galera, ma la mafia istituzionale non c’è mai finita.

Mi rendo anche conto, però, che in un momento storico come questo, in cui anche l’ultimo portaborse del governo si chiede se un Pubblico Ministero o un Giudice può permettersi di parlare (delegando però sempre e rumorosamente alla Giustizia la tutela dei propri affari tramite querele miliardarie per diffamazione o similari) un appello del genere cada nel vuoto.

Solo 4 anni fa, l’allora capo del governo Berlusconi (con una quantità di processi a carico da far spavento), nel silenzio assordante di tutti i cittadini di questo paese, si permise di dire che i “[…] giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perché lo sono politicamente e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana”(4 Settembre 2003).

Ed ora ci becchiamo Mastella che fa pubblicamente avocare le indagini che riguardano lui e l’attuale capo del governo (Prodi) senza fiatare.
La casta politica ha una faccia sola.

Ed il razzismo, come molte altre soluzioni fai da te, imperversa.