Ho mandato a quel paese quella ridicola azienda della Telecom qualche tempo fa. Mi ero scocciato di pagare un sacco per non avere in cambio un servizio decoroso. Ho cambiato e sono passato ad NGI.
Mi sono fatto consigliare, da chi se ne intendeva, se fosse una società seria ed affidabile. Dopo mesi di attesa, perchè Telecom mi doveva attivare la linea telefonica, finalmente inizio il mio rapporto con NGI e tutto va bene.
Fra poco finirà il mio primo anno di contratto con loro; mi mandano una mail per rinnovare.
E mi fanno una sorpresa.
Con un decreto del Marzo 2007, l'Agcom (l'Autorità per le Garanzie delle COMunicazioni), ha approvato il pagamento a Telecom di una tassa (chiamiamola tranquillamente pizzo) che ogni società che fornisce una linea ADSL deve pagare a Telecom. Tale tassa, che viene ovviamente girata al cliente, non ha alcuna motivazione se non ripagare Telecom del danno subìto dal libero mercato. NGI fa prezzi migliori? Bene, la tassiamo (così come tutti gli altri), così il problema è risolto.
Ieri, per una ADSL a 7 mega, pagavo 19.5 euro al mese. Oggi ne pago 31.5 al mese. Per chi non ama i numeri si tratta di un aumento di più del 50%.
Motivato da che? Ma la Telecom non è mica un'azienda statale! E se anche lo fosse, se sei fuori mercato perchè hai continuato a mangiare e speculare, sono cazzi tuoi!
Bentornati, per chi si fosse allontanato un attimo, nell'Italietta di oggi: l'Agcom ufficialmente si sporca le mani e garantisce per gli amici degli amici.
Qualcuno ci salvi.
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venerdì 3 ottobre 2008
venerdì 14 marzo 2008
Corto Circuito Italia

I comici dello stampo di Luttazzi o Albanese, Grillo o i Guzzanti talvolta sono così avanti che vedono e leggono il futuro: sono menti artistiche, geniali, di una Italia di cui non mi vergogno. Mi riferisco a casi come "La superstoria" di Albanese che anni fa inventa e propone uno sketch allucinante, in cui tre persone ben vestite, con un sorriso demente, avvolte da un cielo azzurro si tengono per la mano ed intonano un canto fra il bigotto e l'illuminato: "Beeeene, tutto beeene, beeene, tutto bene, bene, beneeeee!". A distanza di qualche anno, ecco che compare la Tv delle Libertà, una imitazione quasi esatta di quell'idea (per un saggio, guardatevi la sigla).
Ancora non so chi, però, fra i pochi satirici rimasti, aveva predetto il corto circuito di cui ho appena preso notizia.
Non escludo il solito Travaglio, che è arrivato addirittura a fare delle battute davvero simpatiche dati i tempi drammatici che viviamo: come dice Luttazzi, al giorno d'oggi per fare satira basta aprire un giornale.
Apprendo infatti che gli avvocati dei boss della camorra Francesco Bidognetti e Antonio Iovine hanno chiesto il trasferimento del giornalista Roberto Saviano per 'legittima suspicione' nel processo contro il clan dei Casalesi che si svolge a Napoli. L'autore di 'Gomorra' avrebbe infatti ''tentato di condizionare l'attività dei giudici". Nel mirino anche una giornalista de 'Il Mattino', Rosaria Capacchione, e un magistrato (Raffaele Cantone).
Eccoci dunque al Corto Circuito: un boss che chiede tramite la legge (che lo dovrebbe giudicare) di allontanare chi gli è scomodo, giornalisti o magistrati o chi per loro. Ed io che avevo la presunzione di credere che la Giustizia dovesse giudicare: macchè, sono gli imputati che scelgono. Vorrei poi ricordare che Saviano non ha neanche 30 anni (è del '79) e che vive sotto scorta da dopo aver scritto Gomorra.
Questo è il risultato dell'allergia alla verità, una malattia con cui berlusconi ha contagiato tutta Italia e che la sedicente sinistra ha difeso in questo stesso periodo con tutta se stessa, ergendo una palizzata in sua difesa, arrivando con il capro (mica tanto) espiatorio mastella a trasferire gli scomodi e ad approvare l'indulto (il berlusca non c'era riuscito in 15 anni, mastella ce l'ha fatta al primo colpo, si è preso gli applausi di tutti e poi ha fatto cascare il governo, dall'alto dei suoi 400mila voti, quanto quelli del v-day dell'8 settembre!).
Questa notizia arriva a pochi giorni dal caso grottesco della Forleo, la quale essendosi permessa come la legge impone di "chiedere" al parlamento l'utilizzo delle intercettazioni sul caso Unipol riguardanti Fassino e D'Alema intenti a trafficare con i peggio furbetti del quartierino, nonostante il parlamento avesse accordato l'utilizzo verrà sottoposta ad un procedimento disciplinare,trasferita ed esposta al pubblico ludibrio come accade da giorni sui media. Questo perchè le carte devono rimanere sempre in regola.
La morale triste è sempre la stessa: chi si fa i cazzi propri campa cent'anni.
Ma fino a che punto ci dovremo vergognare, lasciando isolati i pochi che non tollerano tutto questo? E perchè aspettiamo sempre che tutto ci cada dall'alto?
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domenica 3 febbraio 2008
Giustizia ed informazione in Italia
Berlusconi ed il caso Sme.
Un perfetto esempio di stampa e giustizia nell'Italia di oggi.
Un perfetto esempio di stampa e giustizia nell'Italia di oggi.
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domenica 30 dicembre 2007
Messaggio in bottiglia per il futuro
Mi rendo conto che parlare troppo spesso di politica probabilmente annoia i più. Questo perchè il senso di rassegnazione per l'andamento della società è ormai comune in tutti noi. Perchè guardare Annozero (o Report o chi volete voi), leggere Travaglio (o Massimo Fini o Peter Gomez o Roberto Saviano) insomma documentarsi criticamente se poi, quando ci siamo fatti un quadro chiaro della monnezza nella quale stiamo affogando, non abbiamo gli strumenti per combattere? Perchè guardare, se non posso cambiare?
Non sono in grado di impedire neanche lo sfascio manifesto della mia città (Firenze) da quel politicante abusivo che è Domenici e la sua casta di ignobili col senso etico della banda bassotti, figuriamoci ciò che accade a livello nazionale! Meglio guardare il calcio, giocare alla Play Station, farmi una canna o bere birra. Sono d'accordo, comincio a non avercela più con chi fa questa scelta alternativa.
Chi sono io per giudicare? Solo uno che non ha risolto.
Perchè poi alla fine passi pure per rompicoglioni e fissato, se continui a parlarne. "Vai, ora ricomincia...". Già, me ne rendo conto. Ma mi sento in colpa verso me stesso se smetto di interessarmi, in colpa verso i figli che vorrò avere se li dovessi concepire in una società che mi fa schifo. Ed al contempo in colpa verso chi mi sta accanto quando cerco di introdurre il discorso, in colpa verso quegli stessi figli se non gli avrò dato un'alternativa per vivere serenamente nella società che io non amo.
Sì, perchè arriva un momento (arriva piuttosto presto, se cominci ad interessarti anche solo un pochino) in cui ti rendi conto che la realtà in cui vivi è questa e devi solo decidere se accettarla o levarti di mezzo.
Ho appena finito di leggere il Mattinale sul Blog di Gomez, Corrias e Travaglio postato da Ines Tabusso, dove non si fa altro che riportare le parole dell'avvocato Liperi, il legale di Contrada. Contrada, chi era costui? Contrada era il numero 3 del Sisde (il servizio segreto italiano, nominalmente Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Democratica). La condanna definitiva a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa ha atteso 15 anni per poter estinguere i tre gradi di giudizio. Se le lungaggini ad hoc della Giustizia Italiana non si fossero messe di traverso, sarebbe già fuori da 5 anni. Invece, dopo sette mesi chiede la grazia. Come diceva chiaramente Travaglio, come fai a spiegare alle famiglie delle vittime (ma anche a noi) che ci sono voluti 15 anni a metterlo dentro e 7 mesi a tirarlo fuori? Dice di stare male: va bene, c'è l'ospedale. Non credo che il diabete ti passi se ti graziano! Contrada è stato condannato grazie a fior fior di testimonianze che riguardano boss mafiosi di prima grandezza, in carcere non c'è finito per sbaglio. Passava, considerata la sua posizione, informazioni di una certa rilevanza alla mafia, evitando arresti, permettendo assassinii e favorendo l'associazione mafiosa con mezzi che una comune persona non possedeva (per un cameo, leggi qui) (se sei ancora più interessato, compra Intoccabili, S.Lodato M.Travaglio, BUR, 10 euro, link ad IBS.it).
Il fatto che questi siano tempi duri viene dalla arroganza con cui questi personaggi escono allo scoperto. Non c'è più bisogno di nascondere nulla, tutto si fa alla luce del sole. Andate a leggere la pagine personale sul sito dello studio legale di Liperi, dove parla del fenomeno del pentitismo e dei maxi processi come di una "drammatica ed ingiusta realtà giudiziaria". Il suo sito è praticamente un volantino pubblicitario, una carta d'identità.
Non so che dire. Però mi torna in mente una sera d'inverno di quando avevo 18 anni, quando mi ritrovai a tornare a casa in bicicletta. L'aria muta presagiva il temporale tremendo che sarebbe piovuto giù a breve. C'era un sacco di luce per essere notte e lo spettacolo della potenza della Natura era travolgente, bellissimo. Non era molta la strada che dovevo fare. Ad ogni modo, finii per trovarmi in mezzo al diluvio, infreddolito e tramortito dalle scosse di vento, dalla pioggia e dall'assoluta impotenza che provai.
Rincasato scrissi qualcosa su quell'esperienza.
Ve la riporto. E mi prometto di ripensarci in vista del prossimo anno.
(30/01/1999)
Pioggia d'un inverno di fine liceo (parte prima)
Piove.
L'acqua scende come impazzita.
Neve.
Neve ed acqua gelata.
E grandine.
Il freddo si concretizza
in gocce di concentrato inverno,
fitto precipita, non risparmia nessuno.
Scomposta e frenetica, sfuria e si cheta,
distratta si concentra
in sospette nuvole
dall'aspetto pronto
a sgravarsi poderosamente,
che rimangono, però, sempre
silenziose e guardinghe,
tuonanti e temute.
Pioggia,
popolare fantasia partorita
come benefica rinfrescata,
come pulizia,
risciacquo di invidie e dolori,
dubbi e gelosie.
Eppure, in segreto,
si cova il potere di rivoltare il mondo,
di colmare la terra
in disastrosi laghi.
Ed oggi, di lontano, già mostra il suo vigore.
Il cielo si gonfia,
si inarca,
comincia a piovere con violenza.
Lieve di grado, il vento s'alza,
ghiacciato,
sbatte con le gocce d'acqua e le muta in neve;
e tutto insieme,
acqua
e neve
e grandine fredda e bianca
e vento,
tutto si scaraventa giù,
su di noi.
Che altro possiamo fare, noi,
se non cercare di ripararci
da questa sconvolgente unione
di inarrestabili forze?
Non sono in grado di impedire neanche lo sfascio manifesto della mia città (Firenze) da quel politicante abusivo che è Domenici e la sua casta di ignobili col senso etico della banda bassotti, figuriamoci ciò che accade a livello nazionale! Meglio guardare il calcio, giocare alla Play Station, farmi una canna o bere birra. Sono d'accordo, comincio a non avercela più con chi fa questa scelta alternativa.
Chi sono io per giudicare? Solo uno che non ha risolto.
Perchè poi alla fine passi pure per rompicoglioni e fissato, se continui a parlarne. "Vai, ora ricomincia...". Già, me ne rendo conto. Ma mi sento in colpa verso me stesso se smetto di interessarmi, in colpa verso i figli che vorrò avere se li dovessi concepire in una società che mi fa schifo. Ed al contempo in colpa verso chi mi sta accanto quando cerco di introdurre il discorso, in colpa verso quegli stessi figli se non gli avrò dato un'alternativa per vivere serenamente nella società che io non amo.
Sì, perchè arriva un momento (arriva piuttosto presto, se cominci ad interessarti anche solo un pochino) in cui ti rendi conto che la realtà in cui vivi è questa e devi solo decidere se accettarla o levarti di mezzo.
Ho appena finito di leggere il Mattinale sul Blog di Gomez, Corrias e Travaglio postato da Ines Tabusso, dove non si fa altro che riportare le parole dell'avvocato Liperi, il legale di Contrada. Contrada, chi era costui? Contrada era il numero 3 del Sisde (il servizio segreto italiano, nominalmente Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Democratica). La condanna definitiva a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa ha atteso 15 anni per poter estinguere i tre gradi di giudizio. Se le lungaggini ad hoc della Giustizia Italiana non si fossero messe di traverso, sarebbe già fuori da 5 anni. Invece, dopo sette mesi chiede la grazia. Come diceva chiaramente Travaglio, come fai a spiegare alle famiglie delle vittime (ma anche a noi) che ci sono voluti 15 anni a metterlo dentro e 7 mesi a tirarlo fuori? Dice di stare male: va bene, c'è l'ospedale. Non credo che il diabete ti passi se ti graziano! Contrada è stato condannato grazie a fior fior di testimonianze che riguardano boss mafiosi di prima grandezza, in carcere non c'è finito per sbaglio. Passava, considerata la sua posizione, informazioni di una certa rilevanza alla mafia, evitando arresti, permettendo assassinii e favorendo l'associazione mafiosa con mezzi che una comune persona non possedeva (per un cameo, leggi qui) (se sei ancora più interessato, compra Intoccabili, S.Lodato M.Travaglio, BUR, 10 euro, link ad IBS.it).
Il fatto che questi siano tempi duri viene dalla arroganza con cui questi personaggi escono allo scoperto. Non c'è più bisogno di nascondere nulla, tutto si fa alla luce del sole. Andate a leggere la pagine personale sul sito dello studio legale di Liperi, dove parla del fenomeno del pentitismo e dei maxi processi come di una "drammatica ed ingiusta realtà giudiziaria". Il suo sito è praticamente un volantino pubblicitario, una carta d'identità.
Non so che dire. Però mi torna in mente una sera d'inverno di quando avevo 18 anni, quando mi ritrovai a tornare a casa in bicicletta. L'aria muta presagiva il temporale tremendo che sarebbe piovuto giù a breve. C'era un sacco di luce per essere notte e lo spettacolo della potenza della Natura era travolgente, bellissimo. Non era molta la strada che dovevo fare. Ad ogni modo, finii per trovarmi in mezzo al diluvio, infreddolito e tramortito dalle scosse di vento, dalla pioggia e dall'assoluta impotenza che provai.
Rincasato scrissi qualcosa su quell'esperienza.
Ve la riporto. E mi prometto di ripensarci in vista del prossimo anno.
(30/01/1999)
Pioggia d'un inverno di fine liceo (parte prima)
Piove.
L'acqua scende come impazzita.
Neve.
Neve ed acqua gelata.
E grandine.
Il freddo si concretizza
in gocce di concentrato inverno,
fitto precipita, non risparmia nessuno.
Scomposta e frenetica, sfuria e si cheta,
distratta si concentra
in sospette nuvole
dall'aspetto pronto
a sgravarsi poderosamente,
che rimangono, però, sempre
silenziose e guardinghe,
tuonanti e temute.
Pioggia,
popolare fantasia partorita
come benefica rinfrescata,
come pulizia,
risciacquo di invidie e dolori,
dubbi e gelosie.
Eppure, in segreto,
si cova il potere di rivoltare il mondo,
di colmare la terra
in disastrosi laghi.
Ed oggi, di lontano, già mostra il suo vigore.
Il cielo si gonfia,
si inarca,
comincia a piovere con violenza.
Lieve di grado, il vento s'alza,
ghiacciato,
sbatte con le gocce d'acqua e le muta in neve;
e tutto insieme,
acqua
e neve
e grandine fredda e bianca
e vento,
tutto si scaraventa giù,
su di noi.
Che altro possiamo fare, noi,
se non cercare di ripararci
da questa sconvolgente unione
di inarrestabili forze?
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sabato 15 dicembre 2007
Se questo è un uomo

Immagine da http://forum.thesimpson.it/
A pochi giorni dalla mia riflessione sul bisogno di giustizia, Berlusconi si è chiaramente espresso su quale sia, secondo lui, il ruolo della magistratura.
"Non vogliamo più l'oppressione giudiziaria", ha affermato, sostenendo che nel suo prossimo partito (come se parlasse di qualcosa di nuovo) si lottera per la "liberazione dall'oppressione della magistratura".
Non so come la vedete voi, ma io non mi sento affatto oppresso dalla magistratura.
Probabilmente,
se avessi fatto le sue fortune nello stesso modo misterioso,
se avessi alle spalle (e di fronte) decine di processi per corruzione,
se fossi stato iscritto nel registro degli indagati fra i mandanti a volto coperto delle stragi di Falcone e Borsellino,
se fossi presente in una lista interminabili di altri provvedimenti giudiziari penali e civili nei quali sia uscito grazie a prescrizioni ed a depenalizzazioni da me (o dai miei vassalli) varate appositamente,
se fossi responsabile della rovina (ben accompagnato da una sinistra fantasma) dell'informazione italiana,
se fossi indicato da tutta la stampa estera come un nuovo modello negativo (insieme all'amico comunista Putin) di politica odierna da evitare,
beh, forse alla fine di tutto questo anche io mi sentirei vittima.
Wikipedia ha una pagina apposita dedicata solo ad i suoi problemi giudiziari.
Come può una persona credere che l'uomo più ricco d'Italia sia vittima di qualcuno?
Come può una persona credere che quest'uomo, poi, rimanga vittima per 20 anni?
Se sei vittima, muori.
Invece lui campa proprio bene.
Grazie agli uomini minuscoli della sinistra.
giovedì 13 dicembre 2007
I precari della ricerca vittime di sè stessi

Riporto lo scambio di email avvenuto all'interno del movimento dei Precari della Ricerca a seguito di un articolo di tale Giulio Palermo, ricercatore dell'Università di Brescia, pubblicato sul sedicente giornale di estrema sinistra Il Manifesto.
Leggi l'articolo
Ho mandato una mail alla lista dei precari del CNR all'interno dei quali è girato questo articolo.
Scusate se intervengo in questo discorso, ricevo le vostre email e partecipo molto, molto silenziosamente alla questione precari.
[...]
Questo deficiente moralista si sciacqua la bocca con principi teorici e, da un certo punto di vista, anche condivisibili su quel piano, senza però avere neanche la minima praticità con il problema. Secondo questo cretino, chi diventa vittima di un sistema lobbistico ne è anche colpevole. Questo tipo di atteggiamento (la vittima che diventa il carnefice) è tipico delle attuali caste di potere che governano questo paese, le quali, per chetare anche chi OLTRE al suo lavoro fa qualcosa di costruttivo per garantire la sopravvivenza di un gruppo di persone scoperto dalle istituzioni, spargono disinformazione ben condita. Questo è il tipico esempio di uso criminoso dell’intelligenza. Il 90% della stampa nazionale ha ormai adottato questo sistema (insomma, chi ha il culo al caldo con i tempi che corrono non si mette certo a discutere). Questo è proprio l’atteggiamento del tipo: io so parlare e ti rigiro le parole così che adesso sotto scacco ci sei tu (che a questo punto diventi vittima di te stesso e della tua volontà di andare avanti, sei praticamente un paranoico che si fa un problema che non esiste).
Mi chiedo come questo paladino della giustizia abbia ottenuto il suo posto da ricercatore.
[...]
Posizionare fra i colpevoli di questo sistema di potere coloro che dal potere vengono sfruttati è, a tutti gli effetti, un ribaltamento della frittata vergognoso ed oltraggioso dell’intelligenza e del buon senso di chiunque, compreso me che sono precario da solo due anni.
[...]
Chi non ha alcun potere di decidere non ha colpe. L’unica cosa che può fare è ritagliarsi un piccolo spazio decisionale. Ovvero creare un movimento capiente con un unico nome, precari della ricerca, per farsi sentire bene da chi è sordo.
Appunto la strada che si sta tentando di intraprendere.
Bertolt Brecht affermava, con grande cinismo eppure con grande senso della praticità:
La morale sì, ma con la pancia piena.
Un altro commento, di tale Marco, è ancora più chiaro:
[...]alcuni punti:
- la definizione di ricercatore: parafrasando Forrest Gump mi vien da dire "ricercatore è chi ricercatore fa". Secondo la stupida definizione che è ricercatore solo chi ha vinto un concorso per tale funzione, si dovrebbe impedire di usare tale dicitura a tutti coloro che lavorano nel privato (in quanto non hanno mai partecipato ad un concorso). Mi fermo qui perchè ho una carrettata di esempi anche più calzanti.
-la definizione di precario: non dipendiamo solo da un barone, ma da una marea di vassalletti del potere. Basta che un contratto parta in ritardo o non parta che ci ritroviamo a piedi da un momento all'altro, visto che i nostri contratti durano mesi, non anni. [...]
-la definizione di barone: il ricercatore Palermo assume implicitamente che chiunque bandisca un assegno sia un barone. Probabilmente da lui funziona così, ma la sua generalizzazione dimostra solo la sua ignoranza.
-non conosciamo la precarietà: questo denota la totale ignoranza del Palermo sull'argomento. Probabilmente non ha mai avuto l'onore di chiedere un prestito e sentirsi rispondere che c'è bisogno della pensione dei genitori a garanzia.
- visto che tutti i concorsi sono truccati, sarebbe bene che il Palermo, vincitore per sua stessa ammissione di un concorso truccato e quindi in combutta con i commissari, si autodenunciasse ufficialmente (oltre che su un
giornale) alla magistratura di Brescia.
Il meglio, al limite della comicità, rimane quello di un tizio su questo sito nel quale si dibatte al questione:
OK, via, allora tutti ladri, nessun ladro. Come Craxi, paro paro. Siccome per essere precario devi aver avuto comunque un calcio in culo, allora sei marcio come tutto il resto del sistema (del quale anche il dott Palermo fa parte, ben inteso). Quindi non pretendere moralita’, onesta’, trasparenza, perche’ sei anche tu immorale, disonesto, corrotto. Sai cosa [...]? Di questo sillogismo ipocrita mi sono rotto, e’ la chiave di volta di tutto il sistema Italia, i compromesso al ribasso che squalifica qualunque discussione e tentativo di metter le cose a posto. Capisco molto di piu’ chi grida "aridatece er puzzone", ma davvero, tornasse la Moratta e privatizzasse tutto! La ricerca a don Verze’ e a scuola un po’ di sano Creazionismo. E via cantando verso il vero medioevo dal quale non sono capaci di salvarci ne’ Prodi ne’ Berlusca.
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giovedì 6 dicembre 2007
Petizione Contro Gli Zingari
Proprio il giorno dopo aver scritto un intervento sul razzismo e sulla differenza fra legalità ed illegalità mi arriva una petizione per mandare via un popolo che ha fatto della illegalità una regola di vita.
Qui sotto il link preso dal Blog di Emanuele Preda.
Leggete anche le motivazioni, veramente ben esposte.
Firma la Petizione e leggi le motivazioni
Qui sotto il link preso dal Blog di Emanuele Preda.
Leggete anche le motivazioni, veramente ben esposte.
Firma la Petizione e leggi le motivazioni
domenica 2 dicembre 2007
Razzismo e legalità
Sempre più spesso, mi trovo a sentire frasi razziste dure e pure, di persone che sfogano così la loro paura. Non voglio fare il solito discorso stronzo da votante/politicante di sinistra per cui siamo tutti uguali, non c’è differenza fra me e loro, non si può colpevolizzare chi è straniero e cazzate del genere. Ma non accetto che l’unica altra versione dei fatti sia quella da estrema destra del Bruciamoli tutti perché sono sporchi o perché sono neri/gialli o ancora perché hanno una faccia cattiva (come si dice degli albanesi).
L’albanese che mi costruisce le strade e le case e si fa il mazzo io me lo tengo proprio caro. Perché nessun italiano andrebbe più a fare il suo lavoro. Fino a che una persona lavora onestamente e si suda i suoi soldi, non solo aumenta il tenore sociale della città in cui vive, ma si permette anche una stabilità economica sulla quale potrà poggiare un equilibrio emotivo. Diventerà un normale cittadino, con le sue caratteristiche culturali, ma integrato. Ed anche se ha la faccia brutta, se lavora e fa il suo dovere, non capisco proprio quale sia il problema. Molti italiani che conosco hanno proprio la faccia brutta, eppure nessuno si lamenta.
Lo zingaro che fa il nomade stanziale e che del parassitismo sociale ha fatto una ragione di vita, sarebbe invece da prendere e mandare via. Ma fra lo zingaro che ti ruba a casa e l'albanese che lavora c'è una bella differenza.
Il primo principio secondo cui discernere l’impatto di un individuo all’interno della società è la legalità delle sue azioni. Se uno non rispetta la regole deve essere messo fuori dalla società.
Certi diritti te li devi guadagnare, non è mica tutto dovuto!
Non puoi cacciarlo da nessuna parte? Lo sbatti in galera.
Non ci sono carceri? Le costruisci.
Legalità, non significa essere sporchi o brutti. Significa che se ci sono delle regole, vanno rispettate. Anche le normali regole del buon vivere.
Ma quanti colletti bianchi continuano a rimanere fuori mentre dentro ci finiscono gli ultimi disperati?
La mafia militare sarà anche stata messa in galera, ma la mafia istituzionale non c’è mai finita.
Mi rendo anche conto, però, che in un momento storico come questo, in cui anche l’ultimo portaborse del governo si chiede se un Pubblico Ministero o un Giudice può permettersi di parlare (delegando però sempre e rumorosamente alla Giustizia la tutela dei propri affari tramite querele miliardarie per diffamazione o similari) un appello del genere cada nel vuoto.
Solo 4 anni fa, l’allora capo del governo Berlusconi (con una quantità di processi a carico da far spavento), nel silenzio assordante di tutti i cittadini di questo paese, si permise di dire che i “[…] giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perché lo sono politicamente e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana”(4 Settembre 2003).
Ed ora ci becchiamo Mastella che fa pubblicamente avocare le indagini che riguardano lui e l’attuale capo del governo (Prodi) senza fiatare.
La casta politica ha una faccia sola.
Ed il razzismo, come molte altre soluzioni fai da te, imperversa.
L’albanese che mi costruisce le strade e le case e si fa il mazzo io me lo tengo proprio caro. Perché nessun italiano andrebbe più a fare il suo lavoro. Fino a che una persona lavora onestamente e si suda i suoi soldi, non solo aumenta il tenore sociale della città in cui vive, ma si permette anche una stabilità economica sulla quale potrà poggiare un equilibrio emotivo. Diventerà un normale cittadino, con le sue caratteristiche culturali, ma integrato. Ed anche se ha la faccia brutta, se lavora e fa il suo dovere, non capisco proprio quale sia il problema. Molti italiani che conosco hanno proprio la faccia brutta, eppure nessuno si lamenta.
Lo zingaro che fa il nomade stanziale e che del parassitismo sociale ha fatto una ragione di vita, sarebbe invece da prendere e mandare via. Ma fra lo zingaro che ti ruba a casa e l'albanese che lavora c'è una bella differenza.
Il primo principio secondo cui discernere l’impatto di un individuo all’interno della società è la legalità delle sue azioni. Se uno non rispetta la regole deve essere messo fuori dalla società.
Certi diritti te li devi guadagnare, non è mica tutto dovuto!
Non puoi cacciarlo da nessuna parte? Lo sbatti in galera.
Non ci sono carceri? Le costruisci.
Legalità, non significa essere sporchi o brutti. Significa che se ci sono delle regole, vanno rispettate. Anche le normali regole del buon vivere.
Ma quanti colletti bianchi continuano a rimanere fuori mentre dentro ci finiscono gli ultimi disperati?
La mafia militare sarà anche stata messa in galera, ma la mafia istituzionale non c’è mai finita.
Mi rendo anche conto, però, che in un momento storico come questo, in cui anche l’ultimo portaborse del governo si chiede se un Pubblico Ministero o un Giudice può permettersi di parlare (delegando però sempre e rumorosamente alla Giustizia la tutela dei propri affari tramite querele miliardarie per diffamazione o similari) un appello del genere cada nel vuoto.
Solo 4 anni fa, l’allora capo del governo Berlusconi (con una quantità di processi a carico da far spavento), nel silenzio assordante di tutti i cittadini di questo paese, si permise di dire che i “[…] giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perché lo sono politicamente e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana”(4 Settembre 2003).
Ed ora ci becchiamo Mastella che fa pubblicamente avocare le indagini che riguardano lui e l’attuale capo del governo (Prodi) senza fiatare.
La casta politica ha una faccia sola.
Ed il razzismo, come molte altre soluzioni fai da te, imperversa.
lunedì 10 settembre 2007
V-Day a Firenze: 11.200 firme...
Grande, Grande, Grande!
Giornata campale per il V-day a Firenze. Una giornata incredibile.
Solo noi abbiamo raccolto 11.200 firme. Incredibile!
Tutta la gente era lì sotto il sole a farsi la fila, educatamente.
Altro che Grilloboys! C'era gente comune! Giovani, vecchi, genitori con figli... c'erano tutti.
Sul sito del meetup trovate il bagno di folla in piazza della repubblica:
http://beppegrillo.meetup.com/12/photos/
(tra l'altro vengo beccato nelle foto 49 e 62).
Su youtube, basta digitare v-day e firenze ed avrete le immagini della sola nostra città.
E mo'... vediamo che succederà...
J.
Giornata campale per il V-day a Firenze. Una giornata incredibile.
Solo noi abbiamo raccolto 11.200 firme. Incredibile!
Tutta la gente era lì sotto il sole a farsi la fila, educatamente.
Altro che Grilloboys! C'era gente comune! Giovani, vecchi, genitori con figli... c'erano tutti.
Sul sito del meetup trovate il bagno di folla in piazza della repubblica:
http://beppegrillo.meetup.com/12/photos/
(tra l'altro vengo beccato nelle foto 49 e 62).
Su youtube, basta digitare v-day e firenze ed avrete le immagini della sola nostra città.
E mo'... vediamo che succederà...
J.
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