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domenica 3 febbraio 2008

Giustizia ed informazione in Italia

Berlusconi ed il caso Sme.
Un perfetto esempio di stampa e giustizia nell'Italia di oggi.

giovedì 25 ottobre 2007

Di Pietro, il Ponte di Messina e le incomprensibili motivazioni...

Ho scritto a Beppe Grillo in merito ad un evento che mi ha lasciato senza parole.
Se qualcuno ha notizie...


"Caro Beppe,

ho sempre creduto che Di Pietro fosse un uomo onesto.
Fra i centinaia presenti in parlamento, proprio a causa della sua storia (e mi sono documentato abbastanza prima di credergli), Di Pietro mi è sempre sembrato un uomo retto da buone intenzioni, capace di sbagliare, magari, ma in buona fede.

Leggo oggi che al voto al senato per lo scioglimento della società Ponte di Messina Spa, Di Pietro e quattro colleghi dell'Italia dei Valori hanno votato contro, insieme con tutta l'opposizione. Cuffaro ha tirato un sospiro di sollievo, applaudendo alla sopravvivenza di questa macchina tritacarne (e soldi), scempio palese della nostra intelligenza. Di Pietro si nasconde dietro un dito. Franca Rame ha detto che se ne vuole andare dall'Italia dei Valori. Io, magari, comincio a pensare di andarmene dall'Italia...

Insomma, cosa è successo? Questa sinistra sta facendo più schifo della Bicamerale e delle leggi anti-Antimafia degli anni '90.
Ci sarebbe quasi da rimpiangere lo psiconano!
Anzi, sai cosa? Quasi quasi piango e basta..."

lunedì 24 settembre 2007

YouTube: internet tv you control

Quella scatenata contro i cosiddetti “grillini” (termine infelice per indicare non si è capito bene se quelli che hanno firmato- che sono stati 350mila, cioè il numero dei moduli prestampati- o i circa 50mila che fanno parte attivamente dei Meetup da anni a questa parte) è un esempio variegato di giornalismo servile, che spazia dal divertito all’allarmistico, dal sadico all’assurdo. Il meglio che si trova, sono politici che ti dicono come la pensano, mai qualcuno che spiega cosa è accaduto. Ma questo si sa già, quindi che palle... E dire che prima dell’8 settembre, nessun giornale, radio o tv si era interessato al fenomeno. Solo il TG3 aveva mandato un servizio (non so in che ora).
Ho provato a fare una raccolta di ciò che si trova su YouTube, che sembra ormai diventata essere la sola fonte di informazione video priva di interventi esterni. Ci sono i video. Punto. Se ti va bene, perfetto. Se vuoi polemizzare, fai come vuoi. Puoi mettere un commento e controbattere quello degli altri. Il video, comunque, sta lì. E non si discute. È un fatto.
Mi chiedo quando cominceranno le censure anche su internet. In fin dei conti, Gentiloni, il ministro delle comunicazioni, lo aveva già annunciato. Illuminante la lettera che padre Benjamin ha appena mandato a Beppe Grillo.

Ciò che si discute, in continuazione, è su tutto ciò che concerne l’evento, il vaffanculo, il populismo o Grillo. Dei punti proposti della legge firmata da tutti, della sostanza e del merito della proposta, insomma, non ne parla nessuno. Fateci caso in questa carrellata di video. Si parla sempre d’altro. Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito. In Italia, invece, ci si chiede: ma sarà un dito di destra o di sinistra?
Come diceva Travaglio in un gustosissimo video sul Cioni (fiorentini guardatelo!), è molto più importante andare a vedere se un’ordinanza è di destra o di sinistra che andare a vedere se serve o non serve.

Tg4
Studio Aperto
Tg2
Tg1
Tg5
Studio Aperto 2 (qualcuno mi dica di cosa parla questo servizio...)
Tg2 e 2
Tg1 (Bonaiuti parla d'altro...)

P.S. Se avete notizie di altri link da aggiungere, vi prego di metterli nei commenti

lunedì 17 settembre 2007

Personaggi scomodi

Nei giorni scorsi ho avuto modo di parlare frequentemente, ed in contesti diversi, di Beppe Grillo e della situazione politico sociale che stiamo attraversando.
Nel mio intento, questo blog non doveva parlare solo di Meetup e di V-day, ma mi rendo conto che sono argomenti da cui non riesco a prescindere e che sono davvero attuali, in Italia e nel mondo.

Sono felice di apprendere che dopo 57 vaffanculo indirizzati direttamente a lui, anche Scalfari si sia ricreduto. La V-generation (termine davvero azzeccato) lo ha colpito in pieno. Devo dire che sono stato sempre un assiduo lettore di Scalfari, come di Eco (del quale ancora non conosco l'opinione) e leggere il suo commento inopportuno non ha fatto diventare i vaffa 58 perchè non ho trovato la sua email sul sito della repubblica. Capiamoci: il mio non è un contestare a prescindere le idee altrui, non sono un "lottatore continuo", non si tratta di gridare no a prescindere e di soffocare sotto un grido di vaffanculo qualsiasi obiezione di chi non la vede come me. Quello che mi fa incazzare (il termine è proprio quello, sono un sanguigno) è il tipo di critica, quella sì qualunquista, fatta a questo tipo di evento, così limpido e semplice che diventa quasi incontestabile. Fortunamente Scalfari ha raddrizzato il tiro e nel suo ultimo articolo cerca di spiegarsi meglio ciò che è successo. Poi magari c'è un tornaconto personale o di parte che ancora non vedo, ma, tant'è, almeno adesso mi trova più concorde.

Il punto su cui mi vorrei soffermare, al di là dell'ultima proposta sulle liste civiche o su quale sia la destinazione di questo movimento (il V-day), è un altro. Ovvero quello delle posizioni di Grillo e Travaglio.
Spesso incontro persone che rimangono critiche nei confronti di questi due personaggi per le posizioni che hanno conquistato in questi anni, ovvero qualcosa di più del semplice comico e del giornalista. In realtà, per strade diverse, questi due personaggi sono andati anche oltre satira e giornalismo di inchiesta. L'uno finendo nel politico e l'altro finendo per acquisire quella arroganza che può risultare sgradevole (e lo è risultata nelle conversazioni che ho tenuto).
Le loro posizioni sono ritenute indigeste più nella forma che non nei contenuti, come se un comico dovesse solo far ridere ed un giornalista commentare un fatto senza colorarlo del suo (Terzani si rivolterebbe nella tomba, se ne avesse una).
Il punto è che, come anche l'ecologia delle popolazioni ci insegna (sei anni di studi non proprio buttati tutti nel cesso), una nicchia diventa selezionabile ed usufruibile da chi ne possiede le caratteristiche per molti motivi, il primo dei quali è ovviamente la libertà della fruizione.
In altre parole: chi è rimasto in questo paese che fa satira? Chi è rimasto in questo paese che fa del giornalismo d'inchiesta vero? Di quest'ultima categoria vi posso passare solo Gatti altrimenti il nulla.
I Travaglio e i Grillo attuali sono il prodotto di questo vuoto.
Parliamo di satira: che fine hanno fatto Corrado e Sabina Guzzanti, Paolo Rossi, Daniele Luttazzi (che fra l'altro non apprezza appieno il v-day) o anche Paolo Hendel? La Dandini ha il silenziatore e Benigni ha smesso totalmente la satira per leggere Dante.
Parliamo di giornalismo: chi parla di Andreotti prescritto per mafia, seduto come senatore a vita nel nostro parlamento? Chi parla dell'arroganza della nostra classe politica, contestando punto per punto quali sono le cose che non vanno, senza fare il solito commento di pancia? Chi parla dei mafiosi in fila nel partito dell'UDC? Chi parla di Europa7 e di Rete4, abusiva da anni che non viene messa sul satellite? Chi parla più di Enzo Biagi mandato a casa come fosse un testimone di Geova la domenica mattina? E che nessuno venga a dire che era vecchio! (l'ultimo scontro politico Berlusconi-Prodi ha visto due 70enni combattere per la presidenza del consiglio, lo stesso identico scontro del 1996 con loro 60enni; per un rapido confronto [ad oggi]: Zapatero anni 47 prima c'era Aznar 54, Bush 61 ed è a fine mandato, Blair 54 ora c'è Brown 56; Sarkozy 52 prima c'era la cariatide Chirac 75; Angela Merkel 53, prima c'era Schroder 63).

Questi due personaggi si sono trovati nelle condizioni (e nel bisogno) di fare un passo avanti, oltre il ruolo che gli competeva, perchè di fondo ci doveva essere qualcun'altro al loro posto. Come più di 300mila italiani era fuori luogo in piazza a firmare, perchè che un condannato in via definitiva vada in parlamento a legiferare è semplicemente assurdo. Doveva bastare la classe politica. Ed invece...

venerdì 14 settembre 2007

Aria di nuovo

immagine da http://www.greenpeace.org


Proprio mentre nel mondo si comincia a parlare dell'evento V-day in maniera onesta e pulita, in Italia ci si è già dimenticati cosa è accaduto. E dove ciò accade, lo si continua a mistificare, unendolo con fatti di violenza mai accaduti. Lo dice D'Alema, lo stesso responsabile della caduta del primo governo Prodi e della resuscitazione di Berlusconi (che, si ricordi, era un uomo morto nel 1996 dopo aver visto il suo primo governo cadere dopo qualche mese- 1994-, aver perso le seguenti elezioni del '96 vinte dall'Ulivo ed all'alba di tutti i suoi processi, al quale D'Alema chiese di ammazzare la magistratura che mieteva ancora vittime a sinistra sull'onda lunga di Tangentopoli in cambio dell'impunità sui suoi conflitti di interessi... si è visto come è andata). Da gran politico qual'è, dice che l'8 Settembre pone domande ma non dà risposte. E dire che c'è chi crede che una legge in tre punti sia piuttosto nitida come richiesta. Altro che risposta: c'è la tesi, l'antitesi e la sintesi, alla faccia di Hegel. L'unica cosa che manca è che lui si levi dai coglioni.

Mentre in tutta Italia la gente informata scende in piazza per firmare, Mastella si va a vedere il GP di Monza col figlio utilizzando un aereo di Stato, per un costo dell'operazione di più di 70mila euro che paghiamo noi. Questo mentre un analogo volo la Air One lo dava a meno di 200 euro. E mentre i magistrati (per bocca dello stesso Mastella) non hanno neanche la benzina per muoversi, lui consuma 7000 litri di carburante statale, dunque nostro, per farsi i cazzi suoi. Facendo un rapido calcolo, diciamo pure che un pieno di una macchina di un magistrato è di 70 litri: almeno 100 magistrati non hanno lavorato per far andare Mastella e famiglia a vedersi il GP. Ma perchè i militari non lo hanno abbattuto come hanno fatto con il volo di Ustica?

Ma il meglio deve ancora venire. A proposito di energia, è di ieri la notizia che, secondo il Ministro dello Sviluppo Economico Bersani, "l'Italia non può prescindere dal carbone" come fonte energetica, dissotterrando poi anche il nucleare... Ah! Questa sì che è aria di nuovo. Mentre in tutto il pianeta si parla di emissioni zero, di riscaldamento globale e di meteo impazzito, mentre c'è gente che pianta gli ombrelloni sui ghiacciai per dire al mondo che comincia a fare caldino, dopo che l'Italia ha già votato con un referendum con un NO al nucleare (beh l'avevamo fatto anche con la legge elettorale...), chiudendo di fatto già allora tutta la ricerca del campo, noi ci vogliamo tornare e per il presente ci affidiamo al carbone. AL CARBONE?? Che bello lavorare sull'idrogeno biologico e sapere che il mio paese, guardando avanti, si getta a piene mani su una risorsa energetica dell'Ottocento. Di questo passo, se stiamo zitti, almeno ci ripiantano gli alberi e torniamo alla legna.

L'infame, poi, dice che in Germania utilizzano tre volte il nostro carbone. Tace però sul fatto che il paese del sole saremmo noi e che l'utilizzo che ne facciamo è pari a zero, come tace anche su tutti gli altri numeri riguardanti fabbisogno energetico, investimenti sul rinnovabile etc. Insomma, che cazzo significa producono 3 volte il nostro carbone? Un numero fuori da un contesto equivale ad una scureggia nel vento.

Ancora più chiare sono le state le spiegazioni del nostro ministro circa i problemi con Pecorario Scanio dei Verdi: "Fino a ieri - ricorda - le politiche ambientali e le politiche industriali erano in discordia, ora sono in concordia-discordia, anche per merito dei suoi protagonisti. Dobbiamo arrivare alla concordia-concordia".

Perchè non convinciamo i nostri politici a mangiare anche su altri affari? Spostiamo i loro interessi su qualcosa di futuribile, almeno. Convinciamoli che anche la raccolta differenziata (quella vera) funziona e serve per fare soldi e per mangiarci un po' sù.
Convinciamoli che si può rubare anche con i pannelli fotovoltaici e con l'energia rinnovabile.

mercoledì 12 settembre 2007

V-generation


Questa del V-day non gli va proprio giù.
Ho letto in rete i commenti di politici ed intellettuali di sinistra (quelli di destra non esistono) sul V-day.

Intanto, riceviamo già la prima sterzata (che è di Gianfranco Fini), il quale aveva iniziato col dire che Grillo le sparava grosse per poi già uscirsene con un "bisogna agire in anticipo: aggredire la cattiva politica dei privilegi e degli sprechi con un risposta netta" finendo per parlare di successo. Il fine politico che è in lui è già venuto a galla.

Tutti a parlare di antipolitica e qualunquismo. Pure intellettuali di sinistra come Michele Serra (che crede che i meetup siano piovuti giù dal cielo e non che siano fatti di persone che si vedono di frequente) o Eugenio Scalfari, il quale parla addirittura di dittatura nascosta sotto fenomeni come quello di sabato. Che tristezza. Queste persone parlano a prescindere. Digeriscono senza aver mangiato. Criticano le tre richieste semplici e di comune buonsenso come se fossero applicate ai dodici apostoli (c'è solo un Giuda, gli altri sono puliti!) e non tanto rivolte ad una situazione stagnante e paradossale.

Tutte queste inutili parole sono spazzate via da una semplice constatazione: questa gente (che parla) ha risolto. Ha risolto il problema della sopravvivenza biologica ed esistenziale. E filosofeggia. Cazzeggia sulle parole. Pirandello diceva: la vita o la si vive o la si scrive.
Questa gente la scrive e basta. Non vive più, non la vede più la realtà. In piazza c'erano italiani, di ogni età, tutti mobilitati attraverso internet ed il passaparola. Gente che con un sabato di sole, all'ultimo finesettimana al mare primo del rientro definitivo al lavoro, al funerale di Pavarotti, alla nazionale, al GP di Monza ha preferito stare ore in coda in piedi sotto il sole per poter firmare.
Gente che ha mandato affanculo il silenzio totale dei media, saltandoli a piè pari: tv, giornali e radio. Sono stati saltati di netto.
In piazza si è ritrovata sicuramente una generazione, quella della gente senza futuro, quella che la casa non la comprerà mai o lo farà pagandola il doppio per darlo a una banca (e affanculo anche il libero mercato), quelli che chissà quale lavoro farò, quelli degli anni e dei soldi sputtanati in una laurea, quella che fa difficoltà a sentire qualcosa come proprio, perchè tutto ti sembra fuori portata.

L'egemonia di questo paese è in mano ad una generazione che sta soffocando non più i propri figli, ma ormai direttamente i propri nipoti.
Bertold Brecht diceva: la morale sì, ma con la pancia piena.

Qualcuno mi spiega questa gente che continua a farcirsi la bocca di parole di che cazzo parla?

lunedì 10 settembre 2007

V-Day a Firenze: 11.200 firme...

Grande, Grande, Grande!

Giornata campale per il V-day a Firenze. Una giornata incredibile.
Solo noi abbiamo raccolto 11.200 firme. Incredibile!
Tutta la gente era lì sotto il sole a farsi la fila, educatamente.

Altro che Grilloboys! C'era gente comune! Giovani, vecchi, genitori con figli... c'erano tutti.

Sul sito del meetup trovate il bagno di folla in piazza della repubblica:
http://beppegrillo.meetup.com/12/photos/
(tra l'altro vengo beccato nelle foto 49 e 62).

Su youtube, basta digitare v-day e firenze ed avrete le immagini della sola nostra città.
E mo'... vediamo che succederà...

J.